Dal miele e dalla cera degli Iblei un liquore che racchiude i sapori e i profumi dell’arnia

Dobbiamo tornare indietro di circa 2.000 anni per risalire alle origini dello Spirito de’ Fascitrari, letteralmente "Lo Spirito dei Mielai", un liquore ottenuto dalla fermentazione alcolica del miele. La sua storia si lega alla tradizione apistica iblea, ai tempi in cui la Sicilia orientale era una colonia greca. I fascitrari avevano ideato una tecnica innovativa e raffinata che permetteva loro di raccogliere il miele mantenendo intatta la sua purezza. Praticavano la torchiatura dei favi, così la cera residua restava impregnata di miele, di zuccheri, pollini e propoli. Quando si effettuava la lavorazione dei prodotti derivati dalla cera tutti questi materiali si scioglievano nell’acqua bollente, allora i fascitrari distillavano l’acqua di scarto che diventava così una bevanda che racchiudeva tutti i sapori e i profumi dell’arnia.

Diverse testimonianze in epoca romana (Varrone, Ovidio, Virgilio) attestano quanto questa tecnica fosse già conosciuta e apprezzata. Oggi l’azienda Millennium di Sortino (Si) (contrada Cugno Occello s.n. – tel. 3333253128  ha recuperato e ridato lustro allo Spirito de’ Fascitrari, il distillato ottenuto da miele di timo degli iblei prodotto in proprio con la tecnica dei fascetri. Per conferirgli il tipico colore ambrato e renderlo ancora più gradevole, viene aggiunto, dopo una lunga e delicata cottura, un decotto di miele e odori vari di Sicilia realizzato seguendo una ricetta segreta, che un tempo ogni famiglia custodiva gelosamente. Il risultato di questa tecnica particolare e remota è un distillato dalla dolcezza morbida e non stucchevole, dall’intenso colore ambrato. Al palato è pieno e sprigiona note di caramello, crema e vaniglia. Lo produce e lo imbottiglia l'azienda Giovi di Valdina (Me) impiegando tecniche nuove, ovviamente, ma sempre nel rispetto delle antiche tradizioni e potendo contare su una piccola quantità di miele e cera dati i limiti esistenti.