Alla festa “Fums, Profums e Salums” trionfa un salame affumicato con legna di faggio, lavorato secondo un rito antico e condiviso
Tra i monti della Carnia, dove la tradizione non è solo un ricordo ma un rito quotidiano, la cultura del fumo e della norcineria si rinnova ogni anno.
Domenica 26 aprile 2026, il borgo di Sutrio ha celebrato la sua identità con "Fums, Profums e Salums", un appuntamento che ha trasformato il centro del paese in un teatro all’aperto dedicato all'arte dell'affumicatura.
ph Denis BlarasinQuesta manifestazione è andata ben oltre la celebrazione del maiale, estendendo il proprio omaggio ai prodotti affumicati di montagna in ogni loro declinazione: dalla trota ai formaggi, fino alle verdure e alla selvaggina. Il visitatore è stato guidato in un "percorso del gusto" tra stand gestiti dai ristoratori locali, dove ricette antiche e rivisitazioni contemporanee venivano abbinate ai pregiati vini del Friuli Venezia Giulia.
miglior salame ph Denis Blarasin Cuore pulsante della giornata, atteso da appassionati e produttori, è stato il concorso "Salat, fumat e mangjat!", una sfida giunta alla sua terza edizione che ha premiato il miglior salame affumicato della Regione FVG. A trionfare, in una competizione che ha visto partecipare una trentina tra macellerie, aziende regionali e privati, è stato un gruppo di amici provenienti da diverse località carniche: Timau, Paluzza, Sutrio, Cavazzo e Pasian di Prato. La loro vittoria racconta una storia di legami umani prima che gastronomici. Questo gruppo, composto da otto persone affiatate, porta avanti da quindici anni una pratica radicata nella condivisione: il "sacro" rito dell'autoproduzione del salame.
il gruppo vincitoreOgni membro ha un compito preciso, dal dosaggio di sale e aromi alla delicata fase dell'affumicatura, che avviene con sola legna di faggio in un’antica "seccarola" all'interno di uno stavolo, seguita da una lunga maturazione in una cantina dal pavimento in pietra.
la saccarolaCome ha raccontato Thomas Silverio, portavoce del gruppo, questa passione è nata oltre vent'anni fa grazie al maestro norcino Erminio Matiz. Il riconoscimento, un bassorilievo scolpito da Marco Candoni, rappresenta il sigillo su una tradizione che resiste, nonostante le difficoltà di un territorio montano che ha storicamente fatto dell'isolamento la propria forza, sviluppando tecniche di conservazione uniche in ogni valle.
Thomas Silverio, Silvio Ortis, Manlio Mattia
miglior salame ph Denis BlarasinIl successo del gruppo di amici, seguito sul podio da Roberta Ariis e dal duo formato da Nicola Cescutti e Pio Morassi, conferma che la qualità è spesso figlia della dedizione artigianale e del tempo, ingrediente fondamentale per il processo di maturazione.
ph Denis BlarasinAl termine delle premiazioni, il pubblico ha potuto degustare tutti i salami in gara, testimoniando non solo la vivacità del concorso, ma anche l'eccezionale livello qualitativo raggiunto dai partecipanti, custodi di un'arte che unisce le generazioni.
