Da un raro cedro che cresce soltanto a Cannero
«Non volevo creare un amaro. Volevo dare forma a un territorio».
Basterebbe questa dichiarazione di intenti per inquadrare Oramaro, la creatura firmata da Simone Rovero. Un progetto che affonda le radici esattamente dove il Piemonte incontra una sua inaspettata declinazione mediterranea: Cannero Riviera.
Su questa sponda del Lago Maggiore, tra ville liberty e giardini terrazzati che digradano verso l'acqua, un microclima eccezionale permette la fioritura di agrumi rari.
Simone Rovero, fondatore di ROVR Spirits, è cresciuto respirando i vapori degli alambicchi nella distilleria del padre Franco (la distilleria Rovero, di San Marzanotto, in provincia di Asti, che fu anche il primo agriturismo del Piemonte frequentato da un Paolo Massobrio realmente con i calzoni corti). Una formazione sul campo, quindi, da autentico speziale contemporaneo, che lo ha portato a padroneggiare la formulazione di amari, grappe, gin, vermouth e chinati.
Il raro cedro Canarone
Il cuore pulsante di questa operazione botanica è il Canarone. Si tratta di un agrume endemico, un cedro antico che prospera esclusivamente sulle rive di Cannero Riviera, la cui buccia spessa e carica di oli essenziali costituisce l'impalcatura aromatica del liquore. Un frutto ostinato, che non si coltiva altrove e che si raccoglie rigorosamente a mano, attendendo il momento esatto della sua maturazione. A custodire questo patrimonio è l'azienda della Famiglia Carmine, che da oltre un decennio riproduce e cura con dedizione le piante di Canarone, affiancate dai limoni e dalle arance di Cannero. Una competenza agronomica che funge da ponte vitale tra la terra e la bottiglia. (Lo scorso anno l’amica Cristina Pasquali ci regalò un vasetto di Canaroni canditi che restano una delle cose più buone mai assaggiate. Parola sempre di Paolo Massobrio).
Il metodo produttivo
Coerentemente con la filosofia del suo creatore, il processo produttivo di Oramaro non ammette scorciatoie. Rovero ha scelto la via delle macerazioni separate, una tecnica complessa che permette di rispettare il carattere di ogni singola botanica. Le scorze di Canarone e di arancia locale, le radici, le cortecce e le erbe amaricanti vengono infuse singolarmente in alcol etilico agricolo per un periodo che varia dai trenta ai sessanta giorni. Al termine dell'estrazione si procede all'assemblaggio del blend, calibrato con precisione artigianale attraverso l'aggiunta di acqua e zucchero.
La fase di affinamento segue le stesse tempistiche compassate: un riposo minimo di sessanta giorni in vasche di acciaio inox, seguito da cinque mesi di maturazione in bottiglia. Un passaggio obbligato per armonizzare le spigolosità e stabilizzare un profilo che si presenta nel bicchiere con un colore ambrato intenso dai riflessi dorati, derivato unicamente dalla natura degli ingredienti, senza alcuna aggiunta di coloranti.
All'assaggio, Oramaro si muove su un registro del tutto personale, per esplorare una bevuta agile, fresca e spiccatamente agrumata. La trama amara è presente e definita, ma lascia subito respiro all'eleganza agrumata, rendendolo un prodotto estremamente duttile, capace di farsi apprezzare nella meditazione del fine pasto così come nella mixology contemporanea.
Si tratta di una produzione sartoriale, limitata a poche migliaia di bottiglie, che ha fatto il suo debutto ufficiale sul mercato all'inizio di quest’anno. E a noi è piaciuto moltissimo: la sua finezza lo rende quasi universale negli apprezzamenti.
ROVR SPIRITS
Via Giuseppe Garibaldi, 42
Montaldo Scarampi (AT)
info@rovr.it
Foto d'apertura e del cedro Canarone da https://www.oramaro.it
