Come già accaduto con i Pinot Nero, alcuni acuti e un'incertezza di fondo. Ecco i risultati della nostra degustazione

Abbiamo assaggiato quindici Riesling, a completare il nostro viaggio nella viticoltura dell'Oltrepò Pavese. L'ultimo tratto, cominciato con la vinificazione in rosso del Pinot Nero e terminato con i Riesling, non lo nascondiamo, è stato il più insidioso e per certi versi difficile. Potremmo quasi ripetere parola per parola quanto già scritto per il Pinot Nero: manca un'identità forte, un nucleo di campioni che possano tracciare una strada univoca.

Ora, se abbiamo visto un profilo ben definito e soprattutto una qualità diffusa per il Cruasè, la situazione nel mondo del Riesling è ribaltata. Diversi campioni erano al di sotto delle aspettative, difetti al naso, leggermente marsalato, o in bocca, con un residuo zuccherino eccessivo. Non mancano però campioni di riferimento e sicuramente è da qui che si deve ripartire.

Una specificità propria dell'espressione del Riesling in Oltrepò riguardava comunque buona parte dei campioni: un profumo floreale molto pronunciato – sicuramente preponderante rispetto agli idrocarburi – che potrebbe diventare il marcatore caratteristico di questa espressione oltrepadana del vino, insieme a una sapidità sempre ben definita. Via dunque con gli assaggi.

Molto gradevole il campione di Guarini dal 1910: il suo C'era una volta il Riesling Fruttato 2017 centra l'obiettivo fissato dal produttore. E' effettivamente molto fruttato al naso con una leggera nota verde, in bocca ha una sua forza e una buona sapidità. Molto gradevole.
Il campione di Travaglino 1868 che già premiammo in passato, il Campo della Fojada 2016, è sempre un grande assaggio: naso floreale, elegante, buon corpo, freschezza, equilibrata sapidità. Uno dei migliori della sessione.
Con il campione di Riesling 2016 Monsupello abbiamo scritto: ecco il Riesling. Al naso finalmente escono netti gli idrocarburi, con note floreali più sommesse. Grande finezza che si ritrova in bocca dove ha la giusta acidità. Probabilmente il miglior assaggio della sessione insieme a Travaglino.
Anche il campione di Alessio Brandolini, il Riesling I Pra 2015, si è dimostrato  interessante: anche qui naso floreale, quasi da caramellina di zucchero, in bocca buon equilibrio e giusta acidità.
Il Riesling Oliva di Ca di Frara Riserva 2015 è stato un altro grande campione: al naso è in equilibrio tra note dolci, quasi di miele, e profumi terziari. Elegante, anche al palato merita una nota positiva per il finale lungo.
Un'altra sorpresa positiva è arrivata dal Riesling 2015 Clefi di La Versa: al naso ha la giusta eleganza, ha una bella nota floreale (anche in questo caso ritroviamo quella nota quasi di pastiglia Leone alla violetta che abbiamo sentito in altri campioni), in bocca è persistente con equilibrio e giusta freschezza.
Tre bei campioni, quelli del 2015, lì a dirci che il Riesling dell'Oltrepò, se ben fatto, può imboccare senza paura la strada dell'invecchiamento.

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