Il Nuovo Birrificio Nicese compie 10 anni. Con una nuova sede e una linea solida

La traduzione del soprannome “bogia nen” con cui vengono chiamati i piemontesi è “non ti muovere”. Che per alcuni significa apatico, antiquato. Ma per i piemontesi (e per chi conosce la gloriosa vicenda che si cela dietro questo termine) significa caparbio, tenace, capace di proseguire sulla propria strada. Mentre l’universo birraio cresceva, si moltiplicavano gli stili e in tanti spingevano sull’acceleratore, a Nizza Monferrato (una capitale della Barbera) Carlo e Emanuele del Nuovo Birrificio Nicese andavano per la loro strada. Così hanno compiuto 10 anni e oggi sono tra i microbirrifici più longevi del Piemonte (i primi dell’astigiano).

Sabato 28 maggio festeggeranno nella loro nuova sede a Nizza (strada Bossola 29 • tel.0141098036) dove c’è anche un locale degustazione, per le birre (le loro e quelle degli amici) e i piatti, quelli della tradizione locale e qualche simpatica proposta. Ci saranno le loro nuove birre e i grandi classici. Tutti contraddistinti da uno stesso stile, che non cerca le esagerazioni, ma punta tutto sulla misura, i piccoli passi: insomma “bogia nen”.
Per comprenderli al meglio bisogna assaggiare la loro Dafne, una bionda ad alta fermentazione in cui aggiungono, durante la bollitura il cardo gobbo. Non è un’operazione meramente d’immagine: il cardo gobbo infatti, viene sotterrato e in questo modo oltre a sbiancarsi perde la nota amaricante. Così l’aggiunta del cardo ammorbidisce l’amaro del luppolo, lo arrotonda. E’ una birra beverina, nel senso migliore del termine, così come la Elegia, un’altra bionda da alta fermentazione leggermente speziata, che in bocca fa la blanche, ha una grande freschezza, accompagnata da una leggera aromaticità. Leggerezza e pulizia contraddistinguono anche la Nicea, di un bel colore rosso, con poca schiuma, profumi di tostatura e un finale piacevolmente maltato.

Le due novità portano il nome di ADW e Round8. La prima è un ibrido interessante, una birra con luppolatura americana su una base di weizen tedesca. Ha colore del miele di castagno, una splendida schiuma pannosa, una nota luppolata aromatica che ricorda la resina di pino e note di tostatura. La Round8 è una scura ad alta fermentazione stile Oatmeal Stout, con schiuma molto persistente e un profumo netto, pulito, di caffè accompagnato da un assaggio comunque rotondo, sempre piacevole. Un appunto finale: mi raccontano, ma senza sottolinearlo troppo, che si coltivano l’orzo e il cardo gobbo. E nella nuova sede, dove avranno spazi più ampi, hanno tante idee da mettere in pratica. Ma a piccoli passi, con misura, senza rivoluzionarsi per seguire le mode: “bogia nen”.