La pera è uno dei frutti più diffusi e apprezzati d’Italia, da secoli.

Basti pensare all’antico proverbio "al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere" per l’evidente accoppiata vincente di "cacio - pere" che lo avrebbe troppo ingolosito. Oppure alla figura del “peracottaio” che, nel Settecento, le vendeva cotte, ricoperte di caramello e infilzate su un bastoncino per poterle mangiare per la strada. 

Può assumere diverse forme, ed essere di diversa grandezza, sapore e colore, a seconda della varietà. Tra queste sono da ricordare le diverse varietà comprese nell’Igp Pera Mantovana: 
- la “Carmen” varietà abbastanza recente, molto apprezzata perché precoce. Dà frutti medio grossi, di colore tra il giallo e il rosso sfumato, succosi e aromatici. 
- la “Max Red Bartlett”  è la classica pera estiva (disponibile però sul mercato fino a gennaio) che si distingue per la qualità della polpa profumata e succulenta.  
- la “Santa Maria” è una varietà estiva che dà frutti di dimensioni medi, di colore giallo verde, con polpa abbastanza succulenta. Si consuma in prevalenza in estate - autunno - la “Decana del Comizio”, dai frutti grossi e rugginosi con polpa bianca e aromatica. Si trova sul mercato fino a dicembre/gennaio. 
- la “Conference”, dai frutti di dimensioni medie dalla buccia verde-giallo bronzato (o rugginosa) e dalla polpa bianco giallastra, fondente, molto succosa, dolce e aromatica. Si trova sul mercato fino a dicembre/gennaio 
- la “Abate Fétel”, dai frutti grossi e allungati con buccia giallastra, soffusa di rosso all’insolazione. Si conserva fino a metà dell’inverno. È ottima cruda. 
- la “Kaiser”, dai frutti grossi con buccia rugginosa su sottofondo giallo bronzeo e con polpa consistente. Si conserva fino a gennaio. È ottima sia cruda che cotta. 
- la “William” bianco è la pera protagonista delle macedonie in estate. E’ molto apprezzata per la succosa polpa di colore bianco avorio e per il profumo aromatico che la rende perfetta anche per i frullati. 
Questione solo di varietà? Non proprio. La pera si lega storicamente a Mantova, al punto che le coltivazioni di questo frutto nel 1475 sono le più diffuse negli orti dei monasteri e nei giardini della case nobiliari. Una tradizione che non si è mai interrotta, fino ad arrivare alla tutela in sede europea nel 1998. 

La pera: come si conserva 
Le pere acquistate vanno maneggiate con cura perché si ammaccano facilmente. Se sono piuttosto mature è consigliabile conservarle in frigorifero chiuse in un sacchetto di carta (i sacchetti di plastica potrebbero causare marciume perché al loro interno si crea umidità). Se sono molto dure è meglio conservarle a temperatura ambiente chiuse in un sacchetto di carta del pane (i sacchetti di carta aiutano a prevenire l’avvizzimento perché trattengono in parte l’umidità prodotta dalla frutta durante la maturazione).