Già nel 1500 Gragnano era famosa per la produzione della pasta di grano duro, una risorsa economica di tale importanza che, nel 1800, la ristrutturazione urbanistica fu studiata in modo che la larghezza delle strade e l’altezza dei palazzi non ostacolasse il fluire del vento per le vie (elemento fondamentale all’epoca per una corretta essiccazione della pasta che veniva esposta ad asciugare in strada). Nel 1800 i pastifici di Gragnano erano diventati 100 e la produzione da allora non si è mai fermata. La pasta di Gragnano è oggi protetta dalla Igp, preparata con grano duro e con l’abbondante acqua che scende dai monti Lattari. È una pasta caratterizzata da una superficie ruvida, adatta ad assorbire meglio il condimento, trafilatura al bronzo e di formati diversi preparati secondo la fantasia dei maestri pastai. A Gragnano ricordiamo il Pastificio Carmiano con oltre trent’anni di storia che, con una lavorazione manuale, produce formati speciali in semola di grano duro, trafilati al bronzo ed essiccati lentamente (dalle 19 alle 60 ore) a basse temperature. Tra questi: paccheri (anche al vino rosso), linguine, spaghettoni, tripoline e bucatini napoletani.