La Spinosi di Campofilone (Fm) lancia una pasta low carb, che unisce scienza e gusto

La scienza applicata alla cucina è ancor più importante oggi, quando si tratta di togliere piuttosto che di aggiungere. Una sfida ancor più difficile quando il tuo nome si lega a una delle paste all’uovo più apprezzate d’Italia, da consumatori e ristoratori, che può contare su prodotti icona come le fettuccine, le tagliatelle o i mitici maccheroncini di Campofilone.
maccheroncini.jpgEppure Spinosi ha sempre avuto l’innovazione nel DNA. Vincenzo, che ha portato questo pastificio, nonostante le ridotte dimensioni, alla fama nazionale e internazionale, è stato un precursore nel campo pastaio. Pensiamo alla pasta all’uovo con Omega 3 nei formati Spinosina, Spinosini e Spinobelli, realizzata in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università di Ancona, che nasce da uova di galline nutrite con cereali e olio di girasole ricco, appunto, di Omega 3 e vitamina E. O alla linea biologica integrale e al farro.

La nuova generazione porta il nome di Marco che continua la tradizione familiare proprio seguendo la strada del cambiamento e dell’innovazione. Le fettuccine Zero+ ne sono un perfetto esempio. Si tratta di una pasta all’uovo biologica con farina di lenticchie rosse decorticate al 100% italiane, specialità alimentare priva di glutine ad alto contenuto di fibre e di proteine (30 % in più rispetto al 15% sui 100 gr delle fettuccine tradizionali).
Nel realizzarla la filosofia aziendale non è cambiata: farine proveniente da mulini certificati, uova da galline allevate con mangimi no ogm rotte ogni giorno a mano, lenta estrusione ed essiccazione lunga 24 ore.
fettuccine-scatola.jpgL’ingrediente in più è stato l’intervento scientifico del professor Fabrizio Angelini, presidente della SINSEB (Società Italiana Nutrizione, Sport e Benessere), che ha messo la sua competenza al servizio del pastificio per realizzare una pasta che grazie ai carboidrati complessi della farina di lenticchie, unitamente ad un buon numero di proteine vegetali, garantisce un minor impatto sulla glicemia e sulla secrezione insulinica, presentandosi quindi come un alimento adatto sia per gli sportivi sia per i pazienti affetti da malattie metaboliche ma anche per chi si trova in un regime di restrizioni alimentari.

"L’idea - spiega Marco Spinosi - è nata quasi per caso nel 2017 quando, in seguito ad un infortunio, ho seguito un percorso riabilitativo presso il centro J Medical di Torino, assistito dallo staff nutrizionale del professor Angelini. Qui mi è stata prescritta una dieta a basso contenuto di carboidrati, identica a quella prevista per il recupero degli atleti. E siccome per gli sportivi le uova sono un must, ho pensato di inventare noi stessi una nuova pasta all’uovo low-carb. E così è stato”.

Una pasta che all’assaggio marca la differenza con i gusti a cui siamo solitamente abituati e che merita di essere valorizzata con un sugo alle verdure - da sfruttare gli ultimi asparagi di stagione - e un formaggio fresco e sapido allo stesso tempo come la Feta o il Quartirolo Lombardo.

Spinosi 

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