Dagli annali della Cucina Italiana il menu dei Padri Minimi: un menu antico, che per assenza di uova, latticini e grassi, è perfetto per i nostri tempi

Oggi potremmo facilmente sederci e consumare il pranzo vegano della Santa Pasqua, dall'antipasto al dolce. All'interno del terzo numero del 1934 della Cucina Italiana sono riportate le ricette del pranzo pasquale vegetariano integralista, servito alla mensa del convento milanese dei Padri Minimi, privo di uova, latticini e grassi.

Il menu prevedeva:

• Antipasto
• Ripieno di ravioli agli spinaci
• Ombrina a lesso alla salsa verde
• Luccio in umido
• Merluzzo arrosto coi tartufi
• Dolci di latte di mandorle
• Anisetta

Antipasto con olive, carciofi sott'olio, sardine e dadi di tonno in conserva, ravioli con spinaci e polpa di pesce, ombrina, luccio e merluzzo sono le portate principali della Pasqua in convento. Il protagonista indiscusso è il pesce, presente in tutti i piatti, cucinato in umido, lesso e arrosto; per finire un dolce a base di latte e mandorle, e l'“Anisetta”, uno sciroppo liquoroso preparato con anice e acquavite.

In altri ordini religiosi cattolici e non, in alcune festività, come quella pasquale, era concesso un allentamento all'abituale regime alimentare. In tutte le culture, la Pasqua infatti è la festa della Rinascita e come tutte le grandi e piccole ricorrenze, viene celebrata con un un suntuoso banchetto. Il pranzo, la condivisione di un cibo particolarmente curato e ritualmente definito sono sempre il modo di segnalare la festa.

L'uovo è vita che si riproduce, che rinasce. Per la tradizione cristiana, la benedizione delle uova è il momento cruciale di ritualità. Cibi a base di uova, come la “torta pasqualina”, colombe, schiacciate si trovano in varie tradizioni locali: un vero tripudio glicemico! Lo stesso uovo di cioccolato riprende - mutando la natura del cibo e trasferendolo nell'ambito del dolce - quest'antica simbologia.
Per i Padri Minimi di San Francesco di Paola non c'è nulla di tutto questo, ma un menu povero di grassi e sobrio che non mostra la fine della Quaresima e la rinascita pasquale.