A Medicina, la tavola di Alessio Battaglioli conquista con porzioni d’altri tempi, pasta tirata a regola d’arte e una memorabile battuta di fassona piemontese
Ci sono scoperte che riconciliano istantaneamente con l’idea più autentica e nobile di osteria. Accade a Medicina, dove l’Osteria di Medicina si è rivelata una sosta di rara piacevolezza, capace di fondere la generosità verace della cucina di casa con intuizioni tecniche mai fini a se stesse.
A governare questo approdo felice c’è il patron e cuoco Alessio Battaglioli: giovinezza anagrafica, sorriso solare e una schiettezza disarmante che profuma di accoglienza d’altri tempi. Un vero oste contemporaneo.
La cucina parla la lingua franca del territorio, ma senza adagiarsi su scorciatoie convenzionali. A partire dalla pasta fresca, che qui onora la grande liturgia emiliana senza timidezze: le tagliatelle verdi alle ortiche con il ragù di Nonna Iole arrivano fumanti in un piatto sontuoso, di una generosità debordante che supera di slancio persino le fotografie del menu. La sfoglia è ruvida, tenace al morso, impreziosita da una sugosità di lunga cottura che sa di memorie famigliari ben custodite.
Impeccabili nella loro semplicità anche i contorni, tra cui spiccano i cuori di carciofi brasati all'aglio con olio evo, saporiti e cotti con la giusta misura.
Il vertice della serata, tuttavia, arriva con una portata che merita da sola la sosta qui: la battuta cruda di Fassona Piemontese. Servita in una grammatura nobile (ben 150 grammi di carne battuta al coltello con mano millimetrica), la composizione trova equilibrio tra il latte fermentato, la sapidità croccante del sale Maldon, la freschezza speziata del pepe Arlecchino e un giro d'olio extravergine di assoluta fragranza.
A sparigliare le carte interviene una trovata tanto ingegnosa quanto golosa: una sfera molecolare battezzata dallo chef "Oliva non Oliva". All'occhio sembra una drupa lucida appoggiata sulla tartare; al tocco della forchetta cede, liberando un estratto di olio caramellato che va spalmato e mescolato direttamente alla polpa cruda, come raccomanda lo stesso Battaglioli al tavolo. Il risultato al palato è un contrappunto setoso, rotondo e balsamico che eleva la purezza della carne senza sovrastarla.
Lodevole anche l'attenzione al bere quotidiano e identitario. Su felice intuizione della maître, il percorso è stato accompagnato da due calici di Area 58 Modigliana, Forlì Igp dell'Azienda Agricola Menta e Rosmarino di Ravenna: un ciliegiolo in purezza (12,5 gradi) fresco, agile e teso, perfetto per assecondare la grassezza del ragù e la mineralità della cruda.
Osteria di Medicina
Via Libertà, 47
Medicina (BO)
Tel. 051 857211
Foto d’apertura: https://osteriadimedicina.it
