Le nocciole, ricche di proteine e di grassi buoni, sono ora pronte per essere consumate

La nocciola è il frutto del nocciòlo, pianta coltivata dall'uomo già nell'antichità. Al tempo della Roma antica si usava donare piante di nocciòlo per augurare felicità. Ugualmente accadeva in Francia dove la pianta veniva donata agli sposi come simbolo di fecondità.

Questa pianta prospera nel Mediterraneo, in particolare in Turchia, Italia (le regioni che ne producono di più sono Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia) e Spagna. Le nocciole italiane più pregiate sono: Tonda gentile Trilobata, Tonda di Giffoni, Tonda gentile romana, Mortarella e Tonda tardiva. La raccolta delle nocciole avviene a partire da agosto, quando il frutto è verde e non ancora pronto per essere consumato. Seguono operazioni di pulitura ed essiccazione, necessarie alla prolungata conservazione dell'alimento. La riduzione dell'umidità diminuisce infatti l'irrancidimento dei grassi e ne prolunga la conservabilità, anche se un eventuale esposizione a temperature eccessive potrebbe sortire l'effetto contrario.

Una volta acquistate, le nocciole con il guscio vanno conservate in luoghi freschi, asciutti e a temperatura ambiente (circa 20°C) per non oltre un paio di mesi.

La nocciola è annoverata fra la frutta secca, è di colore verdastro (inizialmente) e poi marroncino, con il proseguire del grado di maturazione. Il seme, posto all'interno, è commestibile ed è di consistenza croccante. È molto ricco di lipidi (50-60% circa di grassi), di proteine (20%) e di acqua (11%). Questa composizione fa della nocciola un alimento molto calorico.

Gli impieghi gastronomici di questi frutti sono davvero numerosissimi e non è affatto semplice citarli tutti. Tra i vari, si nota anche la produzione di un olio alternativo a quello extravergine di oliva. Oltre ad essere consumate da sole, le nocciole vengono adoperate per la produzione di confetti, torroni, cioccolato, gelati e dolciumi vari, ma anche di alimenti di impronta "salutistica" come i muesli. Le nocciole sono molto utilizzate nei regimi alimentari di tipo Macrobiotico, Dieta a Zona e Dieta Paleolitica.

Dopo le mandorle sono il frutto più ricco di vitamina E e sono una fonte di fitosteroli, una sostanza ritenuta importante per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. Le nocciole contengono, inoltre, grassi monoinsaturi in grado di abbassare il livello del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Notevole anche la concentrazione di fibre alimentari, importanti per prevenire la stipsi, ma anche per ridurre il rischio di tumore al colon, alimentare la flora batterica intestinale simbiotica e modulare l'assorbimento dei nutrienti. Ad ogni modo, considerato il loro elevato apporto calorico, le nocciole andrebbero consumate con moderazione possibilmente lontano dai pasti principali, magari associandole a un frutto polposo (kiwi, banana, mela ecc.). Inoltre le nocciole sono alimenti potenzialmente allergizzanti, ragion per cui dovrebbero essere escluse dalla dieta della nutrice e da quella dell'infante.