Un'opera di ricerca storiografica, con bellissime immagini e chicche introvabili: Il Monferrato dà alle stampe uno dei libri di cucina più belli dell'anno

Ci vuole coraggio per fare certi libri. Coraggio, nel senso migliore del termine, perché con questo si intende la volontà di accettare una sfida, di credere ancora che ci siano lettori appassionati, di storia, raccontata con la minuzia di un bravo cronista, di storiografia della cucina e non semplici ricette, di fotografia curata e non (soltanto) di storie su Instagram.
Un coraggio che abbiamo ritrovato in un libro per nulla mainstream edito da IlMonferrato e ultimo della trilogia che ne racconta i 150 anni.

"Il Monferrato in cucina dal 1871 L'evoluzione del gusto e dei prodotti tipici" è il volume che tutti gli appassionati di cibo dovrebbero avere, per molti motivi. Anzitutto la panoramica, completa, sulla cucina del Monferrato che si presenta come un ricettario ragionato ovvero un elenco di piatti suddivisi sulla base del principale ingrediente perché una cucina di territorio non può che partire da una panoramica sulla produzione agroalimentare. Ecco perché, nella sezione immediatamente precedente, sarà possibile leggere di nocciole, fichi, cicorie e così via, ognuna introdotta da un disegno (del resto siamo nella patria, tra gli altri, di Gallesio Piuma).
interno.jpgAltrettanto accurata, anche perché rappresenta l'altro volto della cucina, la parte sulla conservazione: fermentazione, acidificazione, fermentazione e soprattutto salagione. I piatti radicati nella nostra storia sono anche frutto della conservazione, del desiderio incessante dell'uomo di battere il tempo.

Infine, ma forse è il punto che dovrebbe essere in cima a questa lista, il calembour di curiosità, fatti storici, aneddoti legati alla storia dell'enogastronomia in Monferrato.
Pier Luigi Rollino deve essersi divertito molto a scavare negli archivi del giornale che custodisce Luigi Angelino, per riportare alla luce articoli dedicati alle uova decorate come alla polvere di vino, al robot vignaiolo o al tartufo bollito.

In copertina c'è un quadro, Il Telegramma di Angelo Morbelli, una tavola dove qualcuno ha appena finito di pranzare. Nel bicchiere c'è ancora il vino e sullo sfondo si intravedono le colline. Siamo nel 1915, ma potrebbe essere un'immagine della scorsa (o della prossima) primavera con quella luce tenue, di calma e riflessione, che il Monferrato può vantare. La luce ideale per perdersi in questo libro.