C’ero anch’io a Roma ieri, ignaro che in Sala Nervi, all’udienza del mercoledì, il cosiddetto “mondo del vino” fosse davanti al Papa. Me lo ha ricordato Antonella Clerici, mentre eravamo in studio alla Prova del Cuoco: ”Non c’è vino perché i sommelier sono a bere col Papa”. “Ma dicono che sia astemio - ho ribattuto, sottolineando che però papa Bergoglio è originario del Monferrato”. E Antonella ha commentato: “Allora è l’unica cosa, quella del vino, che non combacia con questo Papa. A me piace molto”.

Oggi Luciano Ferraro in un simpatico articolo sul Corsera racconta che invece il Papa ha smentito la sua astemia alla domanda postagli da Riccardo Cotarella, testimone Angelo Gaja: “Bevo vino, ma poco”. E ha ricordato il Grignolino delle sue origini.

Che dire, è bello che un Papa, che intercetta sentimenti popolari, sia stato omaggiato di una visita, che qualche significato importante lo porta. È meno bello che chi ha organizzato la cosa (Franco Ricci, che a maggior ragione si fa chiamare anche Maria) abbia voluto escludere dalla lista degli invitati uno non proprio sconosciuto al mondo del vino come il sottoscritto, Marco Gatti, che conosce bene visto che era il direttore della rivista dell’Associazione Italiana Sommelier prima che arrivasse lui a occuparsi di AIS. Proporre un gesto corale del genere e cogliere l’occasione per dire a qualcuno “tu non esisti”, fa parte di una misura piccola-piccola che non rende onore alla persona e al gesto stesso. E vien da ridere, proprio oggi, scoprire che su Panorama io venga citato insieme ad altri sei, di cui quattro molto più giovani di me, come l’erede di Veronelli. Allora esisto?

Ma fosse questa la consistenza di una persona, ossia il continuo riconoscimento mediatico per esistere, sarebbe poca cosa, anche perché non può essere quello il pensiero fisso che condiziona la vita. Detto questo sono felice che alcuni che rappresentano il mondo del vino abbiano passato un’ora col Papa, come sono stato felice quando Bergoglio ha chiamato Carlin al telefono; sono dispiaciuto per Ricci, perché ha perso l’occasione di essere sopra alle invidie e ai pregiudizi, mostrando un lato di spiacevole arroganza. Ma se è contento lui... contenti tutti. Noi intanto continuiamo ad esistere.