La paura, insieme, si può percorrere e anche vincere

Un silenzio irreale, rotto solo dalle sirene delle ambulanze e dal pianto di chi ha perso una persona cara. Le chiese vuote, con i preti che dicono messa da soli e il rintocco delle campane che suona come unico conforto a chi soffre. Un cielo azzurro terso come mai, che ricorda "quel cielo di Lombardia, così bello quand’è bello, così splendido, così in pace" del Manzoni, che ha tutta l'aria di voler dare speranza a chi, chiuso tra le quattro mura di casa, mai come oggi avrebbe voglia di respirare la vita che fa capolino con la primavera.

La Milano di queste settimane è una città ben diversa da quella "grande babilonia vitale di palazzoni luccicanti, di magazzini, di ragazze d’ufficio, di agenti di borsa, di ragionieri, di caffè, di ristoranti, di sartorie, dentro l’aroma collettivo del risotto giallo" di cui parlava Guido Piovene, l'autore di quel Viaggio in Italia che come diceva Indro Montanelli "dovrebbe essere testo d'obbligo nelle scuole italiane, tali sono la profondità e la nitidezza della sua sonda nelle pieghe e nelle piaghe del nostro Paese".

Non era mai successo che le parole della canzone di Giovanni D'Anzi suonassero come spiazzanti. "Sota a ti se viv la vita, se sta mai coi man in man". Oggi a "stare con le mani in mano" è tutta la città, ai piedi della sua "Madunina tuta d'ora e piscinina", così a disagio negli abiti di chi "non fa", da vivere un ozio forzato quasi fosse una colpa.
madonninaok.jpg"Fa strano" vedere le strade deserte, le saracinesche abbassate di bar, ristoranti, negozi, le persone con le mascherine in fila davanti ai supermercati e alle farmacie. Nessuno che corre, l'aria che non profuma di caffè al mattino presto, i viali che respirano senza traffico congestionato.

Ė una Milano in catene, quella che è costretta a non fare. Perché Milano, senza fare (del bene, affari, progetti, anche errori) non è Milano. Milano è se fa. Il colpo più duro è quello del "distanziamento sociale". Dopo qualche giornata di "inattività" e di isolamento, di fronte a slogan diventati virali come "andrà tutto bene", "tutto tornerà come prima", i primi interrogativi. A molti non è già "andata bene" e quindi? E siamo sicuri che quello che desideriamo sia che "tutto torni come prima"? E ancora, se questa condizione di stallo forzato dovesse prolungarsi, come poi avvenuto, ben più a lungo? Da soli non si va lontano. E si può essere insieme, anche se distanti.

Con Paolo e Silvana, bloccati ad Alessandria, ci siamo iniziati a interrogare. Come essere a fianco di tutti i compagni di viaggio con cui camminiamo da decenni: artigiani e titolari di boutique del gusto, ristoratori, vignaioli? Facile defilarsi, come stan facendo i più, aspettando "tempi migliori". Un rischio, ma nel segno del coraggio di cambiare, è mettersi in gioco. Così le giornate si sono trasformate a un ritmo incalzante. Sfruttando le nuove tecnologie abbiamo iniziato un lavoro serrato su IlGolosario.it. A confortarci e a farci capire che la strada era impervia ma giusta, un mare di affetto, che si è espresso al telefono, via social e mail, divenuti strumenti di condivisione di paure, dolori, gioie, progetti.
Sul sito, ogni giorno, le ricette, firmate da cuochi che hanno accettato di metterci la faccia, con suggerimenti di piatti da fare in casa, per "mettere le mani in pasta", insieme se in famiglia, ma anche da parte di chi è solo, sfuggendo così alla logica del disordine. E il video - pensiero di amici, che si è rivelato un momento di riflessione capace di riaprire l'orizzonte della Bellezza, anche se visto in una stanza dentro cui si è da settimane.

Nel segno del "Non vi lasciamo soli" sono nate poi due iniziative come la prima guida al delivery, "IlGolosarioDelivery", che ha raggiunto i 400 locali citati ed è diventato uno strumento per questo periodo di isolamento, in cui abbiamo segnalato, suddivisi per regione e comuni, tutti gli esercizi, che hanno avviato o attuano questo servizio. Con la sorpresa che, a dispetto di chi aveva guardato con scetticismo questa guida - e al solito, non aveva fatto nulla per sostenere la ristorazione -, gli utenti ci hanno dato un riscontro della sua utilità.
Per quanto mi riguarda, ha illuminato la mia Pasqua, la straordinaria colomba dei fratelli Ricciardella, titolari di Cascina Vittoria di Rognano, e nostra corona radiosa per la cucina. E loro, dopo aver seguito i corsi dell'Università della Pizza del Molino Quaglia di Vighizzolo d'Este, sono diventati veri "maghi" nel preparare pane, colomba e panettone. Il successo del delivery li ha spinti a procedere nella realizzazione del laboratorio che stanno costruendo di fianco al ristorante. E ha cambiato il volto della mia Pasquetta, come tutti trascorsa in casa, la sequenza di leccornie preparate e consegnate da quel geniaccio della cucina che è Cristian Magri di Settimo Milanese che ha trasformato il pranzo in festa, con le sue creazioni accompagnate dalle istruzioni per farle gustare al meglio.

Con il trascorrere dei giorni, iniziando a guardare alla ripresa, che si profila sempre più nel segno del "tutto non sarà come prima", una seconda iniziativa, che ha visto uscire on line il "SOSTENIsario", neologismo che coniuga sostenibilità, sostegno alle aziende e Golosario, con la volontà di "sostenersi in modo sostenibile". E qui ecco 10 lezioni gratuite (link) su come approcciare i social media, scaricate già da 120 persone, che a quanto pare hanno deciso di non stare con le mani in mano. Anche perché Milano presto sarà chiamata a scrivere una nuova pagina della sua storia gloriosa.

Questi giorni, pur drammatici e difficili, con il valore riscoperto di ogni istante, ci stanno dicendo che la paura, insieme, si può percorrere e forse anche vincere. Per questo vi diciamo che amicizia e relazioni sono le fondamenta di un nuovo "fare intelligente", con quel "coeur in man" del quale per troppo tempo si è fatto a meno, ma che è l’unico tratto per fare tornar Milano grande.
foto-ok.jpgP.s. la foto che vedete non è casuale: di solito viene scattata, da sempre, in questi giorni, il primo di Vinitaly, dove la mattina di domenica, per ricordare un grande come Giacomo Bologna ci si avvia dallo stand della famiglia Braida. Quest’anno Vinitaly non si farà, come tante altre cose. Ma nessuno può spegnere la forza di un sorriso.