Officina del riso, il progetto che ha dato a Milano quattro tavole a tutto riso

Se il riso ha storia millenaria, visto che era già coltivato in Mesopotamia e conosciuto da Greci, Romani ed Egizi. Di risotto, nell’accezione che conosciamo noi, si parla solo da fine Settecento, e in particolare dal 1779, quando nel ricettario “Il cuoco maceratese” di Antonio Nebbia si dice che il riso va soffritto con burro e bagnato con il brodo. Tuttavia, sebbene si sia arrivati dopo secoli a utilizzare questa tecnica di preparazione, ora, del suo valore, si ha piena consapevolezza, tant’è che tra i più influenti ambasciatori del riso nel mondo, oggi, certo c’è il risotto.
Nel nostro Paese, si sa, è fiore all’occhiello della cucina nazionale, ma in città come Milano, un piatto come il risotto alla milanese, ovvero con lo zafferano, addirittura è orgoglio identitario, autentica bandiera golosa del capoluogo lombardo. È proprio la volontà di celebrare sua maestà il “chicco” - innanzitutto dimostrando come viene valorizzato utilizzandolo in diversi risotti, ma facendo vedere la sua versatilità proponendolo anche in altre forme - che ispira “Officina del riso”, l’insegna con cui si presentano quattro locali che operano all’ombra della Madonnina, i loro indirizzi, via Marghera 29, Alzaia Naviglio Grande 62, via Cadore 31 e via Vincenzo Civerchio 5, quest’ultimo, in zona Isola, quello che abbiamo provato per voi.
L’ambiente è di eleganza moderna, con la cucina a vista e la vetrina dei vini bianchi e degli spumanti che divide la grande sala da pranzo in due spazi, dove sono distribuiti i tavoli senza tovaglie, ma con i bicchieri giusti.
locale.jpgIl menu, come dicevamo, ha un protagonista, il riso, ma coerentemente, l’unica assente è la pasta, visto che i primi sono solo risotti. Per il resto, a partire dagli antipasti, oltre ai golosi “bignè di riso” (molto sfiziosi “Carbonara” con guanciale, pecorino e tuorlo, “Nocciolino” con lardo, battuta di manzo, miele, nocciole e “Porcospada” con pesce spada porchettato, stracciatella e pistacchio), in carta anche il vitello tonnato o la battuta di manzo.
bigne-riso.jpgIl primo, lo abbiamo detto, sarà un risotto, con la scelta che potrà cadere su una delle dieci diverse proposte quotidiane (tra queste, “dal mercato”, “funghi e ortiche”, “tartufo”), e tra cui noi abbiamo provato quello alla milanese, in un’interpretazione di piena soddisfazione, con ossobuco sfilacciato e limone.
risotto.jpgLa carta propone poi due secondi di pesce (ombrina al verde e polpo arrosto) e due di carne (presa di Wagyu e cotoletta alla milanese).
ombrina al verde.jpgA chiudere scala reale di dolci, dove con la torta di riso, ci sono anche Pavlova, cannolo scomposto, mascarponata e tiramisù.
pavlova.jpgtiramisu.jpg

Officina del riso

via Vincenzo Civerchio 5
Milano
Tel. 0291667111

 

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