Si chiama "misofonia" quello stato di malessere che ci fa odiare chi mastica facendo rumore

Si chiama “misofonia” e porta chi ne soffre a provare disagio e a lasciarsi andare a scatti di rabbia nei confronti di mastica facendo troppo rumore. Un malessere non certo nuovo, ma di cui ora si è scoperto qualcosa in più.

Partiamo dal termine; la “misofonia”, che in greco significa appunto “odio per il suono”, è una condizione che porta ad avere "tolleranza zero" verso alcuni tipi di rumore, non necessariamente legati alla masticazione, anche se è il caso più ricorrente.

Fino al 2013 gli studi sulla misofonia si sono limitati a un paio di casi ma negli ultimi anni, grazie al lavoro dei ricercatori della University of California, sono emersi alcuni nuovi particolari interessanti: primo tra tutti, il fatto che particolari tipologie di suoni sono in grado di innescare nei misofonici le cosiddette reazioni “Combatti o fuggi”, nelle quali il nostro organismo reagisce rapidamente alle "minacce" esterne producendo ormoni che determinano l’aumento della frequenza cardiaca, respiratoria e del tono muscolare. Un atteggiamento certo utile in casi di pericolo, ma non se ci si trova di fronte a un amico o conoscente che sta masticando, ad esempio, un semplicissimo chewing-gum.

Ma ad aggiungere un ulteriore tassello alla ricerca sono stati gli scienziati della Newcastle University, che dopo aver eseguito una serie di test su due gruppi di volontari, il primo composto da persone con forme gravi di misofonia e il secondo da pazienti “sani”, hanno notato nei misofonici una maggiore attività del lobo dell’insula, responsabile dei processi di selezione delle cose cui prestare attenzione, e della corteccia cerebrale, attiva nell’elaborazione del rischio e della paura.

Una scoperta importante ma non ancora determinante per una piena conoscenza di questo disturbo, ad oggi trattato con terapie su cui la comunità scientifica ancora si divide. Ma nonostante la strada sia ancora in salita, grazie a un report pubblicato nel 2015 si è riusciti - almeno in parte - a dipanare la matassa sull’identità dei rumori all’origine del fastidio, certificando che l’80% di essi sono legati alla bocca, dalla masticazione allo sbadiglio ai rumori di saliva e deglutizione, mentre nel 60% dei casi si tratta invece di rumori ripetitivi.

Senza dimenticare di spezzare una lancia in favore dei misofonici: le persone affette da questo disturbo sono consapevoli della loro condizione e confessano di sapere che limita la loro vita rendendo più difficile i rapporti con le altre persone. (Fonte: ilpost.it)