L'azienda liquoristica nel 2021 compie 200 anni di storia

Alzi la mano chi non ha nello scaffale degli alcolici una bottiglia di Maraschino Luxardo, sempre utile per irrobustire la bagna di una torta, profumare una fetta d'ananas o aromatizzare un buon cocktail (per esempio un nobile Manhattan, che si compiace di un cucchiaino di Maraschino, appunto).

Dietro quella bottiglia, c'è un'azienda che quest'anno compie 200 anni. La Luxardo è  una delle più antiche distillerie esistenti al mondo, sempre guidata dalla stessa famiglia. “Essere qui a raccontare i nostri 200 anni – commenta Franco Luxardo, senior partner – è una profonda emozione. Non sempre è possibile festeggiare queste ricorrenze di persona, a me succede oggi e ne sono orgoglioso: con il pensiero rivolto al passato e la speranza nelle nuove generazioni”.
_Girolamo Luxardo.jpgGirolamo Luxardo, fondatore dell'aziendaLa storia aziendale comincia nel 1821, a Zara, con Girolamo Luxardo, patrizio genovese dedito al commercio marittimo, trasferitosi nella città dalmata pochi anni prima in veste di rappresentante consolare del Regno di Sardegna. Sua moglie, la marchesa Maria Canevari, si dedicava alla produzione di liquori in casa, in particolare del “Rosolio Maraschino”, specialità prodotta soprattutto nei conventi, ottenuta mettendo in infusione in alcol le marasche, zuccherando e unendo essenza di rose per profumare.
luxardo_zara.jpgDalla produzione casalinga alla scala industriale, il passo fu breve. Nel 1821, come detto, nacque la fabbrica destinata alla produzione di Maraschino. Fu così ampio il successo, e tale la qualità, che nel 1829 l’Imperatore d’Austria si garantì la produzione esclusiva per quindici anni. Nel corso dell’Ottocento l’azienda divenne la più importante distilleria di Zara, acquisendo con il suo Maraschino la leadership sui maggiori mercati mondiali dell’epoca.

Con Michelangelo Luxardo, nel 1913 venne costruito un modernissimo stabilimento, fra i più grandi dell’Impero Austro-Ungarico. La felice espansione venne messe a repentaglio solo dalla seconda guerra mondiale: prima, nel 1943, lo stabilimento fu quasi totalmente distruttto dai bombardamenti anglo-americani. Poi, con Zara occupata dai partigiani di Tito, vennero uccisi Pietro Luxardo e il fratello Nicolò con la moglie Bianca, annegati nel mare di Zara, e lo stabilimento industriale confiscato.

Poteva essere la brutta fine della storia. Ma non fu così. Perché l'unico dei fratelli superstiti della quarta generazione, Giorgio Luxardo, ebbe il coraggio di far ripartire da zero l’antica attività. Scelse il 10 febbraio 1947, giorno del Trattato di Pace di Parigi con cui la sua città natale veniva ceduta alla Jugoslavia, per aprire assieme al giovane Nicolò III lo stabilimento di Torreglia, in provincia di Padova, ai piedi dei Colli Euganei, inaugurando così un nuovo capitolo della storia aziendale.
luxardo_torreglia.jpgOggi la Luxardo – nella quale sono impegnate tre generazioni della famiglia – lavora ogni anno le sue marasche, controllando direttamente tutta la filiera, dalla materia prima fino all’imbottigliamento, producendo oltre 6 milioni di bottiglie l’anno. La sede si sviluppa su 12.000 mq coperti, conta circa 50 dipendenti, una novantina di collaboratori commerciali in Italia e oltre ottanta importatori a livello mondiale.

Al Maraschino si sono aggiunti molti altri prodotti, tra cui lo storico Cherry “Sangue Morlacco”, ma anche altri liquori tipici della tradizione italiana (Sambuca dei Cesari, Amaretto di Saschira, Limoncello, Aperitivo), unitamente ad un’ampia selezione di specialità aromatiche per la pasticceria artigianale. Da circa un decennio è stata inoltre avviata con successo una linea di produzione di confetture di alta gamma, destinate alla pasticceria.

Auguri per altri 200 anni di successi!