Nergi per le sue qualità nutrizionali si candida ad essere perfetto spezzafame

Sono arrivati questa mattina in redazione e li abbiamo subito assaggiati. Siamo nel pieno della campagna di raccolta 2017 e sembra già essere un’ottima annata per questo frutto, dolce, tascabile e davvero gustoso. E’ una novità - il suo arrivo in Italia non più di tre anni fa - che si è insediata con successo nelle campagne saluzzese dove diversi impianti di kiwi sono stati riconvertiti. Oggi sono circa 100 gli ettari destinati a Nergi, raddoppiati in un anno secondo una tendenza destinata a consolidarsi. Oggi li abbiamo assaggiati nel pieno della loro maturazione che, secondo il food teller Federico Ferrero, da un punto di vista nutrizionale è il momento migliore per gustare la frutta.

La raccolta di Nergi,quest’anno, ha anche coinciso con un’indagine tra nutrizionisti e dietologi e i pareri sono stati concordi sull’efficacia di questo frutto utilizzato come snack spezzafame, ideale in questo momento di ripresa della vita lavorativa e scolastica. La nutrizionista Evelina Flachi, autrice del recente successo editoriale con "La dieta del 5”, spiega: “In una alimentazione variata e "attenta alle novità " questo frutto fornisce antiossidanti, fibre e minerali e per questo è indicato a tutte le età. Può essere più facilmente assunto anche sotto forma di estratto o in un frullato”. Ma anche i giovani potrebbero scoprirlo “negli aperitivi assieme alle classiche cruditè”. Mauro Zamboni dell’Università di Verona lo apprezza perché “ben bilanciato in termini di micronutrienti con un buon contenuto di vitamina C, potassio e ottimo di vitamina E (quasi come l’avocado)”. Il dottor Pierpaolo Pavan, specialista in nutrizione e medicina dello sport, lo loda per la ricchezza di fibre, vitamina C ed E e magnesio e ne suggerisce anche la trasformazione in un estratto che permetta proprio di conservare le fibre. Silvio Spinelli, specialista in terapia nutrizionale e autore del libro “Amati. Volersi bene attraverso il cibo”, lo ritiene “Ottimo per tutti. In particolare: organismi in crescita, sportivi e persone con disturbi metabolici vari e da senescenza”. La dottoressa Angela Moneta dell’IRCCS C. Mondino di Pavia approfondisce: “Lo utilizzerei sicuramente negli anziani perché ha tanti fattori antiossidanti e fibre (gli anziani hanno bisogno di fattori protettivi e fibre per la facilità con cui vanno incontro a problemi di stipsi)” . Avvertendo però: “La presenza di 18 gr di zucchero ne indica un utilizzo controllato (visto che un frutto tira l' altro…) soprattutto da parte dei diabetici”. E suggerisce un utilizzo come “stuzzichino post cena per quelle persone che non sanno rinunciare al dolce e con questo riescono a tenere in equilibrio il sapore con le calorie”. La dietista Silvia Santinato, sottolineando la ricchezza dei micronutrienti, aggiunge: “Avendo il grande vantaggio di poterlo utilizzare come snack e non dovendo togliere la buccia lo si potrebbe consigliare sia ai bambini, agli anziani ed agli sportivi”. E ipotizza anche uno snack perfettamente bilanciato secondo i principi della dieta a zona: “150 g di Nergi + 1 cubetto di Grana Padano + 3 mandorle”.