A Legnago (Vr) da Mò Pizza, tappa ideale post Vinitaly

Ai tanti appassionati che ci seguono e che ne prossimi giorni saranno a Vinitaly, regaliamo un’altra tappa imperdibile (anche questa in odor di Corona radiosa) che dista 40 km da Verona, ma ne vale la pena.
L’altra pizzeria sta invece a Lonato (Bs), stessa distanza, ma dalla parte opposta (questa la recensione già pubblicata sul locale di Giuseppe Gulli, l’Azzurra Link).
Ora, entrambi i locali fanno pizze stratosferiche per leggerezza, hanno tanti posti a sedere e offrono una buona cucina accanto al menu di pizze speciali. Insomma, relax.
sala bella.jpgMa parliamo di questo genio di 58 anni, Stefano Miozzo, campione mondiale della Pizza classica e alla pala nel 2017 e 2018. Con lui in sala, la moglie Katia Gobeo, che coordina un personale gentile e preparato, compresa una sommelier a disposizione che abbina i vini alle pizze. E poi c’è l’asso nella manica che porta il nome di Mattia Gobeo, il nipote, bravissimo sui dolci, ma si occupa anche dei piatti della cucina, con la pasta fatta in casa.

Il navigatore che avrà segnato Legnago vi eviterà di entrare in paese, ma conduce comodamente in un’area commerciale alle porte della città. E qui si stagliano le vetrate di Zio Mò, Pizza e Bistrot, dove lavorano cinque forni rotanti, di cui uno dedicato esclusivamente ai preparati senza glutine, essendo il locale aderente all’Aic (associazione italiana celiachia).
esterno.jpgDetto questo, il menu vi lascia nell’imbarazzo di scegliere, fra le classiche e le pizze gourmet in limited edition abbinate a un vino, dove appaiono diverse materie prime dei “Campioni del Golosario”, sia nei salumi che nei formaggi, mentre le farine sono del Molino Magri di Marmirolo (Mn).
infornata.jpgOra come possiamo definire la pizza di Stefano? Goduria può andare bene? Anzi, potremmo dire che rappresenta la giusta interpretazione della tradizione che nelle sue pizze viene sublimata in un’esperienza sensoriale avvincente, senza tema di smentite (e il mio collega veronese Morello Pecchioli, me lo ha confermato). Quindi una tradizione che non sta ferma ma si muove, per offrire al palato la croccantezza col giusto equilibrio gustativo che Stefano ti fa percepire persino con una sua idea di hamburger.
forno.jpgOra, i titoli del menu parlano anche di Pizze Gourmet ad alta idratazione e focacce, quindi le “Imbottite” gourmet ad alta idratazione fra cui quell’idea di Hamburger che ha un impasto in doppia cottura con crosta di mais, fior di latte, peperoni arrostiti (che pure io ho digerito), tartare di Angus italiano, salsa tartara, pancetta affumicata croccante e verdurina di stagione. Insomma una portata che non si può evitare di prendere, fidatevI!
pizza gourmet a spicchi.jpgC’è poi il capitolo delle pizze alla pala, dove Stefano è un campione e la sua firma, delle dieci proposte, va su quella al fior di latte, gorgonzola, pancetta “Giovanna” e mostarda di pere e noci.
Detto questo, un’altra portata che non si può evitare è la pizza a ruota di carro, sottilissima, che ha incantato persino Heinz Beck. Ed io ho preso la Scaligera, con pomodoro al sugo datterino, basilico, fior di latte, pancetta pepata, funghi e olio evo. Fantastica!
pizza funghetti.jpgAltro capitolo sono i “Panciotti dal 2013” che è una via di mezzo fra il calzone e la pizza, invenzione di Stefano Miozzi.
Il capitolo delle pizze senza glutine ne annovera 12, mentre quello delle pizze classiche ne conta 26. Quattro sono le “Pizze Baby” per i bambini.

A questo punto ho assaggiato una classica, ovvero l’Italiana: coi pomodorini demi sec, insalata si stagione, prosciutto crudo 24 mesi e burratina pugliese. Una piacevole sensazione fra dolce e salato avvolto dalla croccantezza delle sue pizze al alta digestione.
pizza crudo e burrata.jpgOra, se si sceglie di venire qui per colazione non si sbaglia. Oppure nella pausa pranzo, con le paste fatte in casa e la cucina di Mattia, che alla fine mi ha servito due dolci: la Torta di Rose all’amaretto con gelato all’albicocca,
dolce.jpgche sta accanto al Rossetto di cioccolato con lampone, al Babbà di Zio Mo’, al gelato fatto da loro, al tiramisù o al Chiffon cake al the macha con curd di pesche e sorbetto alla pesca.
torta pistacchi.jpgChe dire? Io vorrei ritornarci subito, e invidio Giancarlo Aneri che abita a Legnago, perché potrebbe venirci ogni giorno, ma intanto questo è un consiglio aureo per chi, dopo una giornata a Vinitaly, non riuscendo a trovare un posto a Verona si mette in viaggio per un autentico paradiso della Pizza!

Zio Mò

Via Luciano Lama, 3
Legnago (VR)
Tel. 04421908071
info@ziomo.it

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