La prima degustazione dopo le vacanze estive

Non ci siamo fermati neanche durante l’estate, ma la squadra di assaggiatori è tornata ai tavoli il 1° settembre per provare alcuni campioni veramente interessanti. Ecco qui i nostri appunti, dedicati a cantine che vorremmo ritrovare a Golosaria Milano (come espositori o in enoteca).

TENUTA DELLA CASCINASSA - Pozzol Groppo (Al)

Continua con successo il progetto di agricoltura sostenibile e allevamento voluto dalla famiglia Dell'Acqua che, a partire dalla sua inaugurazione nel 2018, si mostra in continua evoluzione ma con un caposaldo ben preciso: l’economia circolare. In vigna sono due i vigneti simbolo: barbera e timorasso.
Il Colli Tortonesi Timorasso "Baloss" 2024 si presenta con un colore paglierino brillante e consistente. Al naso offre sentori di pesca, erbe aromatiche e ortica, mentre in bocca dimostra corpo e un'acidità che resta a lungo. Ottimo esemplare che potremo conoscere a Golosaria. Il Colli Tortonesi Timorasso "Ramblè" 2023 ha un colore oro brillante e un profilo olfattivo più composto e minerale; al palato è un vino ampio e di buona acidità. Molto piacevole, anzi una vera sorpresa, il Vino Rosato da uve barbera "Berenis" 2024, che tende al rosa corallo. Il naso è fine, con note speziate e di ribes, e in bocca emerge una piacevole nota acidula. Applausi per il Colli Tortonesi Barbera "Fumarin" 2023, una Barbera che rende onore alla grande tradizione di questo vino nel Tortonese: di colore rubino impenetrabile, ha naso pieno e invitante di polpa di marasca, mandorla e sottobosco. In bocca "si mastica", ha corpo, giusta acidità e un tannino appena accennato. Una Barbera vigorosa, sincera, che non si dimentica e che a Paolo Massobrio ha ricordato certi calici che ci faceva assaggiare Augusto Massa. E questo la dice lunga sul terroir del Tortonese che ha una convinta anima rossista.
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AZ. AGR. MAGGIORA - Refrancore (AT)

Le origini della famiglia Maggiora risalgono al ‘300 nel Monferrato. Dal ‘400 la famiglia si è stabilita a Refrancore, rimanendo sempre attiva nella vita del Comune. Questa lunga storia e la passione per il territorio hanno spinto Emanuele Maggiora e la sua famiglia a rilanciare l'attività vinicola della zona, abbandonata dagli anni '60. Il progetto, partito nel 2011 con il ripristino di un vecchio vigneto, coinvolgendo le vecchie e le nuove generazioni della famiglia, ha permesso di piantare nuove vigne e ampliare la produzione. Dal 2020 l'azienda ha intrapreso anche il percorso di certificazione biologica.
Il Monferrato Bianco (arneis) 2023 ha un colore paglierino tendente all’oro, con note di frutta, erbe aromatiche e chiodo di garofano; in bocca è immediato, di spiccata acidità con una sua speziatura. Superbo il Grignolino d’Asti 2023 che si presenta con un colore rubino brillante. Al naso pepe nero e piccoli frutti, mentre in bocca è tannico e con un'acidità che si fa sentire come ci si aspetterebbe da un Grignolino di razza. Bravo! La Barbera d’Asti 2023 ha un bel colore concentrato che tende al viola; al naso è fresco, emergono l’amarena e la viola, per un sorso vellutato ma abbastanza rustico e di spada acida. La versione 2022 della Barbera d'Asti mantiene le stesse note, arricchite da un sentore di grafite, risultando in bocca piena, morbida e avvolgente. Un sorso soddisfacente meno graffiante del precedente e più vellutato.
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EREDI di COBELLI ALDO - Sorni di Lavis (TN)

La storia della cantina inizia a fine Ottocento. Oggi i fratelli Tiziano e Ivano Devis portano avanti l'eredità paterna nella cantina situata a Sorni, ai piedi del Monte Corona. Dopo la prima tornata di assaggi in giugno (https://www.ilgolosario.it/it/un-giro-ditalia-nel-calice-tra-conferme-e-scoperte-11-sessione) ecco i risultati dei nostri assaggi estivi.
Il Trento Doc Dosaggio Zero "Aldo" 2018 si presenta con un colore oro e un perlage fine. Al naso è potente, con note verdi di foglie bagnate, lieviti e crosta di pane. In bocca è fragrante, sapido e croccante. Un grandissimo assaggio è poi stato il Trentino Traminer Aromatico Gewurztraminer “Gess” 2022: colore oro, sprigiona intense note di rosa, rosolio, lavanda e sentori balsamici. Al palato è avvolgente, pura seta. Molto fine anche il Vigneti delle Dolomiti Pinot Nero “Ert” 2020, elegante con note di lampone e una bella speziatura. In bocca è filigranoso e giustamente tannico.
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MALGIACCA - Capannori (Lu)

Nata da una profonda amicizia tra Saverio Petrilli, Lisandro Carmazzi, Luigi Fenoglio, Sarah Richards e Brunella Ponzo, Malgiacca sorge sulle colline a nord-est di Lucca. L'azienda gestisce circa 7 ettari di vigneti, alcuni dei quali raggiungono i 50 anni di età, che erano stati abbandonati da anziani contadini. Per ridar loro vita, hanno scelto la strada dell’agricoltura biodinamica fin dal 2005 e oggi propongono una gamma di vini perfettamente coerente con questa scelta, senza però calcare sull’acceleratore in cantina, ad esempio con macerazioni esagerate e ossidazioni.
Interessante il Toscana Bianco "Malgiacca" 2024 da un mix di uve provenienti dai vari terreni: trebbiano, vermentino e malvasia. Si presenta con un colore dorato, al naso emergono note di erbe aromatiche e lievito, mentre in bocca è disteso, sapido. I rossi puntano sull’anima del sangiovese: il Toscana Rosso "DaliTro" 2024 (50% sangiovese con canaiolo e ciliegiolo) dal colore rubino con riflessi violacei, esalta la viola che si sente al naso e resta a lungo nel retrogusto, in un sorso dove l’acidità ancora da smussare (accanto a un tannino potente) si fa sentire. Chiude gli assaggi il Toscana Rosso "Madrigali" 2022, stesso uvaggio del precedente ma con sangiovese al 90%, probabilmente il miglior campione della cantina: vino dal naso ampio e intenso con sentori di vaniglia e mallo di noce, che in bocca si rivela equilibrato e giustamente tannico. Segnaliamo anche il vino aromatizzato "Mad Jack" 2025, un quasi vermut dal colore oro che si esprime con note amare che permangono a lungo in bocca.
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MASSERIA FALVO - Saracena (CS)

Di questa azienda della Piana di Sibari, ci riserviamo di scrivere presto un approfondimento speciale perché tutti i vini ci hanno fornito un sussulto di gioia. Quando la qualità si impone, insomma, si riconosce. E qui è facile immaginare che un vino di questa cantina figurerà fra i Top Hundred “storici” di Golosaria. Ora, per non far stare sulle spine i nostri lettori, che magari sono in Calabria ecco un tris di Bianchi che valgono il viaggio.
Il Terre di Cosenza Malvasia Bianca “Spart” 2024 si presenta con un colore paglierino chiaro. Al naso è molto fine, con sentori di papaya, mentre in bocca è secco, speziato e decisamente sapido, con un ritorno del frutto tropicale per via retrolfattiva. Il Terre di Cosenza Pollino “Donna Filomena” 2024, da uve guarnaccia bianca, ha un naso fine e minerale con note citrine, leggermente fumé e di pera. Al palato è pieno, vellutato, con un'acidità ben integrata e una chiusura sapida. Molto interessante anche il vino biologico Terre di Cosenza “Pircoca” 2024 (malvasia, moscato, riesling, traminer), dal colore paglierino tendente all’oro. Emergono note di pesca bianca e pietra bagnata, si percepisce la salinità del mare al naso, per un sorso ampio, equilibrato e per l’appunto sapido.
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AMALBERGA - Ostuni (BR)

Amalberga è una nuova e affascinante realtà che mira a far rinascere la DOC Ostuni. Il progetto unisce un design ricercato alla valorizzazione di vitigni autoctoni quasi dimenticati, come la francavilla e l'ottavianello, coltivati in un territorio unico tra la Murgia e il mare Adriatico. Completiamo la panoramica già trattata da Paolo Massobrio su IlGusto (https://www.ilgolosario.it/it/ostuni-la-rinascita-della-doc-nel-segno-degli-autoctoni-e-del-design) con una ulteriore serie di segnalazioni.
Partiamo dal Puglia Francavilla “Francaridda” 2024: ha un colore paglierino brillante, un naso che sa di fiori di lillà con note balsamiche e mentolate. In bocca è un velluto, minerale e sapido. Il Salento Negroamaro Rosato 2024 si distingue per il suo colore corallo chiaro e un naso coerente di ciliegia, gradevole e con le sue tipiche note tanniche. Sorprendente l'Ostuni Ottavianello “Stùne” 2024, dal colore rubino brillante con riflessi violacei. Al naso emergono ciliegia, lampone, erbe aromatiche e sentori di oliva in salamoia, per un sorso rotondo, pieno, morbido e fragrante.
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CANTINE SEI CASTELLI - Agliano Terme (AT)

Siamo in una delle cooperative vitivinicole piemontesi che, negli ultimi decenni, è stata in grado di fare il passaggio dalla produzione di vini per il largo consumo a una selezione di grande valore, che punta sulla Barbera d’Asti nelle sue diverse declinazioni. Con 250 soci-vignaioli, la cantina porta avanti un lavoro di recupero di antiche varietà di barbera, come dimostra l'etichetta 'Il Risveglio del Ceppo', preservando la biodiversità per offrire vini autentici. Questa estate abbiamo assaggiato alcune tra le loro grandi Barbera.
Cominciamo con la Barbera d’Asti “50 anni di Barbera” 2023 è un vino corretto, elegante, solenne e succoso. La Barbera d’Asti “Il Risveglio del Ceppo” 2022 offre un naso profondo e un'acidità giusta ed equilibrata. Eccellente la Nizza Riserva 2021, un vino grandissimo, pieno, minerale. In una sola parola: perfetto.
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VILLA PERONA - Cellamonte (Al)

Possiamo dire che è tornata a farsi sentire questa realtà fondata dal compianto Franco Pigino e oggi pronta ad essere di nuovo un punto di riferimento nell’ambito dei vini del Monferrato. Lo dimostra anzitutto il Grignolino del Monferrato Casalese “Joulin” 2022: di colore rubino trasparente con riflessi arancio; al naso è molto intensa la nota di frutta matura, mentre in bocca colpisce sia per il corpo e sia per l’equilibrio raggiunto, fra acidità e tannicità. Davvero un’ottima interpretazione. Ci è piaciuto anche il Villa Perona Bianco con un colore che tende all’oro, un naso di frutta distesa, di ramassin e pesca e note di idrocarburi. In bocca è pieno, buono, con una leggera nota amara. Buono il Vino Rosso da uve merlot, fresco, con intense note di ciliegia e il Vino Rosso da uve cabernet che si presenta concentrato e pieno, con sentori di ciliegia in confettura.
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ALTRI ASSAGGI

Il Vino Rosso “Kyra” dell’Az. Agr. San Firmino di Pertusio (To) è frutto del rarissimo vitigno chatus. Si presenta con un colore rubino fitto e intenso. Al naso ci sono le note fruttate, vinose e di incenso per un palato di valore, con acidità e tannicità ben presenti.
san firmino-kira.jpgQuindi passiamo a quello che per noi è un maestro anzi un “Professore” (plurilaureato con la Barbera d’Asti “Sichei” Top dei Top nel 2008 e top storico con la Barbera d’Asti “Carbunè” nel 2023). Questa bottiglia è dedicata infatti al compianto Giovanni Rebora, storico della scuola di Braudel e l’interpretazione è di Franco Roero da Montegrosso d'Asti (At): La Barbera d’Asti Il Professore 2023 è un vino di classe superiore. Al naso spezie, rosa, viola e mandorla ovvero tutti i descrittori delle grandi Barbera. Al palato è cremoso, pura seta.
professore.jpgInfine una (ennesima) conferma per il nostro Top dei Top dello scorso anno, il Verona Bianco Prea firmato da Collina dei Ciliegi. Anche il 2022, sempre riuscito mix di garganega, pinot bianco, chardonnay, si conferma un vino che gioca - come si suol dire - un altro campionato. Dal colore paglierino dorato, offre un naso concentrato, ampio e speziato, con note citrine e leggermente fumé. In bocca ha tutto: è pieno, intenso e leggermente tannico con quella capacità di evolvere negli anni e stupirci nuovamente a un futuro riassaggio. Uno dei più grandi bianchi italiani. Presto vi renderemo edotti del suo fratello Rosso, di cui ci hanno fornito una piccola verticale, dedicata a quella che è la SuperValpantena. E anche questa cantina, che è espositore di Golosaria, la incontreremo a Milano.
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