Nuovi studi dimostrano che il sole, preso con le dovute cautele, aiuta a combattere osteoporosi, infezioni e malumore. E le protezioni diventano nature

Osteoporosi, infezioni e cattivo umore si possono combattere con il sole. Lo ha confermato un gruppo di immunologi della Georgetown University, secondo cui la luce blu presente nei raggi solari avrebbe un importante effetto “velocizzante” sui linfociti T, le cellule responsabili della risposta immunitaria, che stimolate dal sole si muoverebbero più rapidamente su eventuali siti di infezione, coordinandone la risposta immunitaria ed eliminando più velocemente i batteri.

Una ricerca che, in controtendenza rispetto alle credenze comuni, dimostra come il sole possa fare un gran bene. Alle ossa, al sistema immunitario e perfino all’umore. E che dunque, con le dovute cautele, si può anche tornare a scoprirsi.

Bastano 20 minuti al giorno. Negli orari meno caldi” spiega su Repubblica l’endocrinologo Luca Revelli, mentre il collega Claudio Marcocci aggiunge: “Quasi il 50% degli italiani ha carenza di vitamina D, una sostanza molto importante la cui sintesi avviene quando i raggi solari colpiscono la cute. Quando d’estate ci lasciamo accarezzare dal sole, facciamo il pieno anche per i mesi invernali”.

Ma se è vero che stare al sole fa bene, è altrettanto vero che per farlo occorre proteggersi nel modo giusto. Un aspetto su cui la ricerca sta lavorando da qualche tempo,  andando a caccia di prodotti alternativi a quelli chimici e sfruttando sempre più gli elementi presenti in natura. E tra le sostanze con riconosciuti effetti positivi si fanno largo l’acido sinaptico ricavato da vino e aceto e le microsporine da pesci e alghe, zooplacton e fitoplancton presenti nell’acqua di mare. A questi si aggiungono vegetali come la citronella, il cocco, l’oliva e i semi di soia e succhi come l’aloe vera, la barbabietola, l’arancia e la carota. Senza dimenticare le aspettative che, a sorpresa, stanno generando alcuni tipi di diamanti alternativi a quelli originali, gli adamantani, che uniti a fullereni di carbonio simili alla grafite, sarebbero in grado di ridurre le radiazioni Uvb del 95%.