Viaggio tra i chicchi d'eccellenza e i produttori del Golosario che rendono unico il rito del risotto

Quando le temperature scendono e la nebbia avvolge le pianure, il risotto diventa il rifugio perfetto. Ma per ottenere quella consistenza setosa, l'onda impeccabile e il chicco che oppone la giusta resistenza sotto i denti, la scelta della varietà non è un dettaglio, ma la base stessa della ricetta. Se il Carnaroli rimane il punto di riferimento assoluto, il panorama risicolo italiano offre alternative straordinarie, ognuna con la sua personalità.
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Il Principe: il Carnaroli

Definito spesso "il re dei risi", il Carnaroli è una varietà nata a metà degli anni Quaranta dall'incrocio tra il Vialone e il Lero. Perché è così amato dagli chef? La risposta sta nel suo altissimo contenuto di amylopectina e amilosio, che gli conferisce una straordinaria capacità di tenere la cottura e di non sfaldarsi. In inverno, è il compagno ideale per ingredienti intensi: provatelo con una riduzione di Barolo e midollo, oppure con funghi porcini, ma anche il classico alla milanese. Il chicco del Carnaroli assorbe i sapori senza perdere la sua identità.
carnaroli.jpgI Maestri del Carnaroli de ilGolosario
Azienda Zaccaria (Salussola, Bi)
Quest’azienda, che si estende nel territorio della Baraggia per circa 210 ettari, propone diverse tipologie di Carnaroli: Biancocrema, essenza di campagna (Carnaroli in purezza), Biancoperla (con un grado maggiore di lavorazione per avere il massimo della dilatazione del chicco durante la cottura), Vintage (Carnaroli invecchiato) e Carnaroli Dop riso di Baraggia biellese e vercellese.
Tenuta Margherita (Desana, Vc)
Questa azienda piemontese si distingue per la lavorazione a pietra di secondo grado, un metodo antico che preserva le qualità organolettiche del chicco.
Riso Riserva San Massimo (Gropello Cairoli, Pv)
È il riso più utilizzato dai ristoranti importanti, che ne indicano il nome nel menu come elemento di distinzione. E sta nel cuore del Parco della Valle del Ticino che ospita una biodiversità straordinaria.
Riso Cavalieri d'Italia (Giussago, Pv)
È un Carnaroli Classico di alta qualità, coltivato con pratiche sostenibili vicino a Milano, noto per la sua eccellente tenuta in cottura e l'alto rilascio di amido che garantisce cremosità.

• Va poi citata l’enclave del Canaroli da Carnaroli Pavese che annovera le aziende dell’areale pavese e lomellino, che sottostanno a un disciplinare tecnico di filiera per la rintracciabilità del riso. Fra i nostri del Golosario aderiscono l’Az. Agr. Carnevale Giampaolo Domenico e Giuseppe (Pieve del Cairo, Pv) e Cascina Alberona (Mortara, Pv).

Il Vialone Nano: l'orgoglio del territorio

Spostandoci verso il Veronese e il Mantovano, il protagonista assoluto è il Vialone Nano. È un riso a chicco tondo e di medie dimensioni, con una porosità eccezionale. Sebbene sia meno resistente alla "stress" del cucchiaio rispetto al Carnaroli, è imbattibile per i risotti della tradizione rurale invernale, come il celebre "risotto all'isolana" o quelli a base di zucca e verza. La sua capacità di rilasciare amido lo rende naturalmente cremoso, quasi fosse già mantecato.
risaie.jpgL'eccellenza del Vialone Nano de ilGolosario
Riseria Melotti (Isola della Scala, Vr)
La famiglia Melotti è sinonimo di Vialone Nano Veronese Igp. Curano ogni fase della filiera, dalla semina alla tavola, e sono famosi anche per la promozione della cultura del riso attraverso i loro punti vendita e ristoranti tematici.
Azienda Agricola Francesco De Tacchi (Grantortino di Gazzo, Pd)
Il rinomato riso Vialone Nano, proposto tradizionale, semintegrale o nella preziosa versione "risone" stagionato 22 mesi in silos ventilati (che ne esalta tenuta in cottura e assorbimento dei condimenti) è protagonista di quest’azienda le cui origini risalgono addirittura al 1570.
Meracinque (Villafranca di Verona)
Dalla passione per la terra di cinque sorelle nasce Meracinque, un riso Carnaroli che incarna l'eccellenza, coniugando gusto, proprietà nutritive e rispetto per l'ambiente. La coltivazione avviene con il metodo MicroNatural, escludendo l'uso di agrofarmaci, garantendo un prodotto di qualità superiore e un sapore inconfondibile.

L'Arborio, il Baldo e gli altri: cremosità e carattere

L'Arborio, con i suoi chicchi grandi e bombati, è forse la varietà più conosciuta a livello domestico. È perfetto per chi ama un risotto molto morbido e ricco di cremina superficiale. Meno noto ma amatissimo dai conoscitori è il Baldo: un riso "emergente" (nonostante sia storico) che si comporta divinamente con i condimenti più grassi e saporiti tipici dei mesi freddi, grazie a una struttura cristallina che regge bene i sughi di carne.

I pionieri del Baldo e altre varietà de ilGolosario
Ecorì (Vercelli)
Una cooperativa che riunisce diverse cascine vercellesi e novaresi. Puntano tutto sull'ecocompatibilità e offrono una gamma completa che spazia dal Carnaroli al Baldo, fino a varietà aromatiche come l'Apollo.
gliAironi - Risi&Co. (Lignana, Vc)
Nelle risaie sostenibili dei Perinotti a Lignana, il ritorno dell'airone cinerino firma l'identità de gliAironi. L'azienda coltiva eccellenze come Arborio e Baldo di altissimo livello, amati per il chicco cristallino e la capacità di assorbire i condimenti in modo armonioso.
Cascina Alberona di Luigi Ferraris (Mortara, Pv)
Quest’azienda, attiva dal 1988, produce riso controllando tutta la filiera e applicando nelle risaie la tecnica della rotazione colturale. Negli anni si è specializzata nella produzione del riso Baldo. Ma produce anche il celebre Carnaroli da Carnaroli.

• Va poi citata l’Azienda Agricola Eleonora Bertolone (Collobiano, Vc) per le particolari varietà di riso brevettate: Violet, ricco di antociani e Orange dall’aroma caratteristico, entrambi semilavorati e a cottura rapida. All’inizio di tutto c'è stato anche il recupero della varietà Rosa Marchetti dal profumo unico e delicato.

La tecnica per un risotto perfetto

Per un risotto che si rispetti, oltre alla scelta della varietà, non dimenticate tre passaggi fondamentali:
1. Tostatura: Deve essere calda. Toccate i chicchi con il dorso della mano: quando scottano, è il momento di sfumare.

2. Il Brodo: Dimenticate il dado. Per un risotto invernale serve un brodo di carne (manzo e gallina) o un brodo vegetale arricchito con croste di formaggio.

3. La Mantecatura: Rigorosamente fuori dal fuoco e con burro ghiacciato. Lo shock termico è ciò che crea l'emulsione perfetta tra grasso e amido.
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