I muccunetti e i biscotti di mandorla delle ultime monache benedettine: un’esperienza che va oltre il gusto, nel segno di un gesto antico che continua a ripetersi

Nella kasbah di Mazara del Vallo, ancora oggi esempio di pacifica integrazione tra diverse culture, c'è un indirizzo che, da solo, vale il viaggio. Non è un ristorante né una pasticceria, ma il Monastero di San Michele Arcangelo, dove sopravvive una delle più antiche tradizioni dolciarie della Sicilia. Dietro le mura del grande convento, in stile barocco come la chiesa che lo affianca, vivono ormai soltanto due monache benedettine, entrambe molto anziane. Sono le ultime custodi di una produzione che per secoli ha accompagnato la vita della città. Non lavorano più ai ritmi di un tempo, quando il monastero, uno dei più importanti e conosciuti della Sicilia occidentale, ospitava una comunità ben più numerosa, e tuttavia continuano a seguire personalmente la preparazione, custodi delle ricette e delle varie fasi della lavorazione tramandate da generazioni.
chiesa.jpgIl risultato sono dolci che oggi rappresentano molto più di una specialità locale, e che anche noi abbiamo scoperto quasi per caso, assaggiando una sera a cena un delizioso biscotto di pasta di mandorle e affrettandoci la mattina seguente all'indirizzo gentilmente suggerito.
portone.jpgQuesti dolcetti sono infatti il prodotto di un sapere che, purtroppo, rischia ormai di scomparire, ma che qui fortunatamente ancora resiste, lontano, almeno per ora, dalle logiche commerciali e dalle produzioni industriali.
ingresso.jpgL'offerta delle monache si concentra ormai su due soli dolci: i biscotti di pasta di mandorla e i muccunetti. I biscotti hanno la classica forma rotondeggiante e sono di una consistenza morbida e al tempo stesso compatta. Di una dolcezza misurata, il gusto della mandorla resta nitido e persistente, senza essere stucchevole.dolce mandorla.jpg Ma la vera sorpresa sono i muccunetti, "bocconcini" rotondi, confezionati uno a uno nella tradizionale velina bianca, che proprio in questo Monastero sono nati e da qui si sono diffusi nel resto dell'isola. Una volta scartati, all'esterno presentano una sottile copertura zuccherina, la cerata; all'interno, appena messi in bocca, esplode un ripieno di zuccata e miele che conserva profumi e sapori della tradizione siciliana più antica. Un dolce che a Mazara appartiene alla memoria collettiva e che per molti anni è stato persino consigliato dai pediatri come un ricostituente naturale per i bambini inappetenti.
muccunetti.jpgAnche il loro acquisto è stato parte viva dell'esperienza che abbiamo vissuto, e che resta uno dei ricordi più belli di questo viaggio. Si entra nella piccola foresteria del monastero e si attende davanti al tradizionale ruotino della clausura.
grata.jpgUna voce gentile risponde alla richiesta e dopo poco, sul ripiano della ruota, compare il pacchetto con i dolci.
pacchetto incartato.jpgE soltanto dopo averli ritirati depositeremo al loro posto il compenso richiesto, una cifra davvero irrisoria, non certo commensurabile alla ricchezza di questo contenuto. La stessa voce gentile, da dietro la grata, saluta e promette una preghiera di ringraziamento. Un gesto antico che continua a ripetersi uguale a se stesso, non sappiamo ancora per quanto. E che rende questi dolci tra le espressioni più autentiche della pasticceria conventuale siciliana. Qui, a Mazara del Vallo: luogo dove mi sono ripromessa di ritornare.

Monastero delle Benedettine di San Michele Arcangelo

piazza San Michele, 8
Mazara del Vallo (TP)

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