Guida Michelin vs Gatti Massobrio: chi sale e chi scende nelle classifiche delle due guide

Può succedere di arrivare a 30 anni di giornalismo (li ho compiuti il 10 dicembre) ed avere fra i galloni d'onore il fatto di non essere più stato invitato alla presentazione della Guida Michelin. Succede da anni, ormai, perché le critiche non piacciono e la guida delle gomme ha il colore della festa, il rosso, mica bisogna guastarla? Beviamo Champagne, dunque, da Milano a Fossano, anzi a Fossano magari no, visto che gli operai della Michelin sono abbastanza arrabbiati, ma tant'è...

Detto questo, stanco di criticare, con Marco Gatti, quest'anno abbiamo deciso di mettere nero su bianco (la copertina è nera infatti) il nostro taccuino di appunti dei migliori ristoranti d'Italia, il GattiMassobrio (Edizioni Comunica euro 19,50 pag. 672) e abbiamo scelto una narrazione essenziale e sintetica, che rimanda al web ilgolosario.it per gli approfondimenti. Sono 2.060 soste di cui 207 con la corona e 382 con il faccino radioso

Faremo concorrenza alla Michelin come la Gault&Milleu? Chissà, in comune abbiamo soltanto lo schema narrativo, ma in quanto a contenuti siamo abbastanza distanti, giacché non è solo l'alta cucina quella che merita riconoscimenti, anzi, ma anche la trattoria vera, persino la pizzeria, dove il rapporto qualità/prezzo è vincente. Vogliamo insomma far scoprire l'Italia vera e frequentata del gusto, quella che sta dilagando all'estero e forse ha già superato il mito un po' paludato della cucina francese, che ha dalla sua, appunto, una guida francese che giudica - e forse contiene un po’ - il successo italiano. Nessun 3 stelle quest'anno. E Pino Cuttaia, che per noi è al vertice assoluto? Niente di niente, non esageriamo con les italiens. Quindi 288 locali con la stella (334 le stelle in totale), 26 new entry e alcune bocciature discutibili, come la stella tolta a quel genio di Davide Scabin o al Perbellini di Isola Rizza che proprio su queste pagine abbiamo raccontato con stupore perché, al netto di Giancarlo, non solo si mangia bene, ma i prezzi sono pure diminuiti. Per questo ha la corona radiosa, per questo la gente continua a frequentarlo volentieri. Così come frequenta il Pinocchio di Borgomanero, il Sorriso di Soriso, altri locali che hanno avuto sottrazione di stelle o Donatella a Oviglio che alla stella ha rinunciato spontaneamente, ed oggi ha un locale pieno di gente nel suo bistrot a fianco del castello del paese. E le cadute continuano: Al Pont de Ferr di Milano perde la stella, ma conquista da noi la corona. Ed è corona anche Paolo Teverini di Bagno di Romagna, che invece quest’anno perde la stella. Mah. La nuova guida Michelin sembra essersi accorta timidamente dell'avanzata della nuova cucina italiana che sta invadendo il mondo, e forse non si capacitano. La contengono, finché il gioco del ristorante stellato resiste. Se invece si spezza, si scopre che in Italia oramai c'è una cucina di qualità diffusa. Che è quella che vogliamo raccontare col nostro Gatti Massobrio