Bottiglie del mitico grappaiolo angelico, Romani Levi, svettano a Londra con cifre importanti. Da dove arrivano?

Il nostro uomo all’Avana, o meglio a Londra, collaboratore e amico di Papillon da una vita, conosciuto col nome di Dan, ci manda una foto scattata da Harrods a Londra proprio ieri: due bottiglie di grappa con le etichette di Romano Levi della “Donna Selvatica che scavalica le colline” a 110 pounds, ovvero 139 euro. Una bella cifra per una grappa che è stata mitica.

Ma oggi Romano Levi, titolare della distilleria Serafino Levi non c’è più: ha lasciato la sua Neive, i suoi gatti, le sue ragnatele, i suoi cerini e gli alambicchi… e anche i fogli del Sole24Ore dentro i quali avvolgeva le sue bottiglie con l’etichetta disegnata e scritta a mano. Nel maggio 2008 ha abbandonato il suo mondo e questo mondo, lui che Veronelli aveva soprannominato il “grappaiolo angelico”, e che di se stesso diceva “Siamo come angeli con una sola ala”. Ad un mitico raduno di Papillon, nel novembre del 1993, quando a Vignale facemmo il rito della bagnacaoda ci omaggiò le sue preziose bottiglie con l’etichetta “Pane e sale dell’amicizia”. Altra bottiglia da collezione, perché poi quelle bottiglie finivano nelle collezioni di ristoranti, ma anche di privati che erano riusciti ad accaparrarsi qualche campione (e non era facile).

Be', la domanda che sorge spontanea è: cosa è successo dopo la scomparsa di Romano Levi? La distilleria è stata rilevata nel 2012 da Luigi Schiappapietra e Lucio Scaratti, due imprenditori nel settore per food. Oggi è la giovane Elisa Schiappapietra a seguire in modo più intensivo la distilleria, dove continua a lavorare Fabrizio Sobrero, aiutante d’alambicco già di Romano Levi.

Le bottiglie che vediamo fotografate da Harrods hanno anche il millesimo del 2006 (e Romano c’era ancora). Ci hanno spiegato che la bottiglia è originale e la grappa fa parte del millesimo che non era ancora stato imbottigliato; l’etichetta invece è una riproduzione della mitica “Donna selvatica” disegnata a mano da Romano Levi. Oggi la nuova proprietà ha lanciato un censimento dei collezionisti delle grappe Levi (le bottiglie originali disegnate a mano) e un museo legato alla figura della Donna selvatica e alla storia della distilleria Levi. E la storia continua.