Nel 2017, il traguardo dei “primi” vent’anni del grande rosso di Luca Sanjust, l’artista vignaiolo patron della Fattoria Petrolo

Satanasso d’un “Bicchierino”! E geniaccio d’un Luca Sanjust. Chi ha conosciuto e amato Giulio Gambelli, mito dell’enologia nazionale scomparso il 3 gennaio 2012, per tutti “Bicchierino”; appunto, non può dimenticare la sua maestria nel far parlare terra e vigne di Toscana. Il suo amore, il Sangiovese, con cui ha regalato emozioni senza eguali agli appassionati del nobile vitigno toscano. Eppure tra i capolavori alla cui creazione ha contribuito, un Merlot. È figlio della sua amicizia con Lucia (madre di Luca) e Gastone Bazzocchi, ingegnere romano, proprietari di una tenuta di trecento ettari, Petrolo, acquistata nel dopoguerra, con i quali era solito andare a caccia. Dando prova della sua grandezza, e dimostrando quanto uno sguardo competente e libero sappia non rimanere legato a pregiudizi, agli amici, valutate le caratteristiche di un particolare vigneto, suggerì di piantare non il suo amato sangiovese, ma merlot.

Luca Sanjust, figlio di Lucia Bazzocchi Sanjust e nipote di Gastone Bazzocchi, fino al 1993 è artista di successo. Quell’anno la svolta. Affascinato dalla campagna, abbraccia la vita del vignaiolo. Con lui, guidato all'inizio dalla visione pionieristica della madre, hanno inizio le scelte che faranno di questa cantina, l’eccellenza a livello internazionale che è oggi. Il primo, e sommo, frutto dell’amicizia e del sodalizio professionale, meglio artistico – chè di due artisti, stiamo parlando – tra Luca Sanjust e Giulio Gambelli, è uno dei rossi più grandi della nostra Italia, Galatrona.

Merlot in purezza realizzato anche con i suggerimenti di un'autorità nel settore come Denis Durantou di Chateau L'Eglise-Clinet, e poi sotto la consulenza di Carlo Ferrini, e da sempre distribuito dall’ottimo Cesare Turini di Heres. Dai suoi esordi, nel 1994, anno dopo anno si è fatto via via apprezzare, conquistando con la sua emozionante eleganza e la sua personalità, critica e palati dei consumatori più esigenti. Agli esordi, un critico sconsigliò a Luca Sanjust di proseguire la produzione di Galatrona. Il consiglio, per fortuna nostra, non fu accolto. A rincuorare, dopo i primi passi, una degustazione che, in assaggio rossi di mostri sacri, alla cieca vide trionfare a giudizio di tutti, produttori coinvolti compresi, proprio Galatrona.

Quindi, il successo, con annata dopo annata a dire che chi aveva formulato quel giudizio aveva preso un capolavoro per crosta. Nel 2017 si celebrano i vent’anni. Il prestigioso traguardo, l’occasione di riassaggiare le diverse espressioni di questo ventennio entusiasmante. Aspettando l’arrivo sul mercato del 2015, che si preannuncia grandissimo. Detto che ogni millesimo di questo rosso ha una sua personalità ben definita, rivelandosi quindi, a suo modo, grande. Due le annate che, per motivi diversi, sono veri e propri coup de coeur. Tra le prime, la 1998. Ci ha conquistato perché, figlia di un’annata ritenuta non delle migliori, e accolta con una certa freddezza al suo debutto, oggi smentisce in modo clamoroso chi l’aveva sottovalutata. Come accade non di rado ai vini veri, il tempo ha permesso che quello che agli inizi era visto come brutto anatroccolo si trasformasse nel meraviglioso cigno che è oggi, uno splendore. Colore rubino, senza nessun cedimento, naso di grande complessità, sorso di affascinante eleganza, è bicchiere che simboleggia “L” ’armonia, un vino di cui berne e riberne.

L’altro millesimo stregante, il 2004. Rosso rubino compatto, ha frutto ancora integro, con note di mora, mirtillo, ribes, sottofondo balsamico, finissima speziatura, gusto dalla trama tannica nobile e dalla avvincente freschezza, con suggestiva vena minerale e lunghissima persistenza. Un puledro da corsa che è vero purosangue, su cui puntare, tenendo anche conto che, poiché per Luca Sanjust come per Giacomo Bologna, le bottiglie non “vanno collezionate, ma bevute, liberate”, il prezzo di questo fuoriclasse è del tutto ragionevole, e ben lontano da quello che accompagna merlot italiani e francesi di questa caratura. Da un bicchiere di Galatrona, la forza della storia, la poesia dei colli toscani, la magia del terroir, bellezza che emoziona: è un rosso che fa onore all’Italia!