Il laboratorio di pasticce Frollalà di Anna Lafisca sforna un'ampia teoria di biscotti ed eccellenti colombe

Succede che durante il periodo di isolamento, a casa, ti arrivino i campioni che aspettavi. E la provenienza è Fanzolo di Vedelago (Treviso) dove Anna Lafisca ha aperto il suo laboratorio di pasticceria Frollalà. Ora, i suoi biscotti spaziano tra le ricette della tradizione italiana, ma talvolta ci si imbatte pure in contaminazioni indovinate. Come i Biscotti Sichuan che mi hanno dato una sensazione balsamica di freschezza mai provata prima. Nasce da un connubio tra la farina di mais e il famoso pepe, che grazie alle sue caratteristiche agrumate infonde quelle sensazioni balsamiche che ho provato subito. Leggo gli ingredienti: farina di grano tenera macinata a pietra, farina di mais, burro belga, zucchero, uova di galline allevate all’aperto, baking, pepe di Sichuan 2% e scorza di limone non trattato. Un trionfo.

Ma che dire invece di un campione della tradizione come gli sbriciolini, sempre con farina di mais e mandorle dolci pugliesi. E qui vince la friabilità tanto che Anna suggerisce addirittura l’abbinamento con un Prosecco, che immagino extra dry. Altri biscotti di sua produzione: quelli a tutto grano che è una fonte di fibre, quello ai cereali e mirtilli rossi, quello misto ai semi. C’è anche il biscotto al cocco e la sablè di cioccolato e sale di Maldon fino a quella vegana. E ancora i baciotti che è una frolla con nocciola Piemonte, i cantuccini, i cookies di tre tipi. Quindi i frollini al limone, i biscotti della nonna, le lingue di gatto (ma c’è proprio tutto!) per passare ai sassolini alla mandorla o alla nocciola e ai gloriosi Zaeti della tradizione con l’uvetta macerata nel Rum (li voglio!!!).
frollala2.jpgA colazione ho poi assaggiato, ripetutamente, la marmellata di limoni e quella suadente di mandarini. Tutto senza pectina e addensanti, in cottura per 15/18 ore a 45 gradi. Si chiude infine con la colomba, preparata coraggiosamente senza lieviti di birra o lieviti “naturali” in polvere, ma anche senza conservanti e coloranti. E tutto questo è il risultato di un mantra che le ha trasmesso un pasticciere noto: “Senza passione non fai il panettone”. O la colomba, come questa tutto grano limone e zenzero.

Ora, Frollalà è nata appena nel dicembre 2018 da Anna che è un ingegnere. E ogni pasticciere deve essere u po’ ingegnere perché la precisione degli ingredienti è alla base, insegna il maestro Iginio Massari che in qualche modo lei ha intercettato alla Cast Alimenti di Brescia. Ma suoi riferimenti sono stati anche Rolando Morandin e Maurizio Santin per fare alcuni nomi.

Quando poi Anna racconta del lievito madre, quasi si commuove a pensare ad una cosa viva che diventa parte integrante di una famiglia. Per questo e anche per una serie di ragioni, non ultima la riduzione assoluta degli sprechi, ha scelto la formula del laboratorio di pasticceria, per promuovere le prenotazioni e garantire un prodotto sempre fresco.

Grazie Anna: per la tua passione, per i risultati che hai raggiunto. Per avermi fatto provare esperienze nuove.