Dalla Tenuta Cavalier Pepe, vini di un'autenticità che spiazza

Inestimabile il debito di riconoscenza che il mondo del vino ha e avrà sempre nei confronti di Jean Valenti, volato in cielo nell'autunno scorso all'età di 93 anni, marito felice, padre e nonno amatissimo da figli e nipoti, tessera numero uno dell’Ais, ossia di quell’Associazione Italiana Sommelier, di cui è stato fondatore. La sua, una vita da film (nel suo percorso la guerra, l’amore, la famiglia, il riscatto, la carriera e la voglia di restituire per i doni ricevuti, insomma un’avventura che vi suggeriamo di conoscere leggendo il bellissimo libro a lui dedicato “Jean Valenti – Memorie di un vecchio sommelier”).

Nella sua carriera ha conosciuto personaggi come Maria Callas, Aristotele Onassis, Ranieri di Monaco, Grace Kelly, Harry Fonda, Totò, Vittorio Gassman, Sofia Loren, Vittorio De Sica, piuttosto che politici come Saragat, Segni, Kennedy, Kruscev, Breznev. Il suo lascito più importante questo. Pur avendo avuto una vita di successo, ha conservato fino all’ultimo giorno un’umiltà disarmante. L’umiltà dei grandi. È questa umiltà che manca oggi, in cui ogni giorno ristoratori e chef lamentano l'assenza di personale di sala qualificato.

Anche l'altro giorno a Porta a Porta uno dei temi chiave del dibattito, l'emergenza servizio. È vero. Senza un personale che segue il servizio, qualificato, in cucina può esserci anche il Pelè dei fornelli eppure la sosta gastronomica sarà deludente. Al contrario, una cucina dignitosa, può non lasciare rimpianti se chi vi segue lo fa con talento. Penso a quanto faccia la differenza un grande "cameriere" (oggi sembra una parolaccia, ma si può?) in un locale dove, chi mi segue, capito che son curioso, mi propone una serie di vini da lui selezionati, sapendo che non sono i soliti noti, e quindi dicendo i motivi della sua predilezione.

Nel bicchiere il Fiano di Avellino Brancato della Tenuta Cavalier Pepe di Sant’Angelo all’Esca (Av). Giallo paglierino con riflessi oro, ha naso elegantissimo con note di fiori bianchi, sentori di frutta e caratteristica mineralità, sorso fresco e sapido, equilibrato e di lunghissima persistenza. Che grande Fiano!

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