I vini Colli di Castelfranci, da greco, fiano e aglianico

Fiano, greco e aglianico. Bisogna partire da questi tre vitigni per raccontare la cantina Colli di Castelfranci (contrada Braudiano • tel. 0827 72392), nell’omonimo paese a quaranta chilometri da Avellino. Siamo in Irpinia, in un borgo dal cuore medioevale e le strutture normanne (c’è una torre del XII secolo, unica in tutta la regione) che sta diventando - finalmente - meta degli enonauti.

Castelfranci è una realtà giovane: nasce a inizio degli anni Duemila dall’iniziativa di due cognati Luciano Gregorio e Gerardo Colucci a cui oggi si sono aggiunti i figli, appena trentenni. Selezione in vigna, basse rese, lunghi affinamenti e permanenza sulle fecce per diverso tempo. Lo stile di Castelfranci è chiaro: vini che cercano la struttura, la complessità, l’evoluzione in bottiglia.

Nella nostra ultima tornata di assaggi abbiamo riassaggiato uno dei vini che ci avevano già conquistato: il Fiano Paladino annata 2012 da uve vendemmiate con una leggera surmaturazione. Vino di colore giallo con riflessi dorati, al naso è intenso, con profumi di cedro, miele e frutta tropicale riportata nel cuore della Campania dalle sfumatura di erbe aromatiche. In bocca è un vino morbido, di spiccata sapidità e struttura, un bianco di razza, da invecchiamento. Un discorso parallelo per il Greco Vallicelli sempre annata 2012. Anche in questo caso le uve sono raccolte con una leggera surmaturazione, per essere poi vinificate con lunga permanenza sulle fecce prima dell'imbottigliamento. Anche questo è un vino da invecchiamento, di colore giallo tendente all’oro, al naso mostra un ampio bouquet floreale ammorbidito dalle caratteristiche note di miele e nocciola. In bocca ha personalità, con spada acida e finale carezzevole.

Passando ai vini da aglianico, l’Irpinia Colli Taurasini Candriano 2010 ci porta in una sottozona della doc Irpinia, da uve a bassa resa per ceppo, vinificate con lunga macerazione sulle bucce e successivo passaggio in barrique. Di colore granato intenso, al naso mostra una certa finezza, con profumi di mirtilli e note di vaniglia e liquirizia. In bocca c’è la firma dell’aglianico, in una freschezza ancora viva e un tannino che merita ancora di essere arrotondato. il Taurasi Alta Valle 2009 nasce da uve aglianico sottoposte a una lunga macerazione sulle bucce e affinate per 24 mesi in botti di rovere e almeno un anno in bottiglia. E’ un vino imponente, dal colore granato fitto che al naso si fa più largo del precedente, con l’emergere, accanto ai piccoli frutti, di speziature importanti di cannella, tabacco e un fondo minerale. In bocca ha corpo, armonia, con l’elevata alcolicità imbrigliata da una freschezza propria dell’uva aglianico che ben sopravvive nel tempo accompagnata da tannini ben delineati. Un vino nel pieno della sua maturazione, pronto per essere abbinato ai più sontuosi piatti di carne che possiate immaginare.