A Vinci, luogo che ha dato i natali al sommo Leonardo, una cantina che celebra come si deve sua maestà il Sangiovese.

Vinci è sinonimo di Leonardo. Ma grazie alla Fattoria Dianella (tel. 0571508166), anche di Chianti. Son infatti di questa cantina, con vigneti sulle dolci colline che hanno dato i natali al sommo genio autore di Ultima cena e Gioconda, interpretazioni davvero interessanti del vino simbolo di Toscana.

Realtà di lunga tradizione, il Borgo di Dianella è del 1200 e la villa medicea di Dianella risale al XVI secolo (era casino di caccia dei Medici, per questo il nome Dianella, vezzeggiativo di Diana, dea della caccia). Da fine ‘700 è anche “cantina”, come documentato dal poeta Renato Fucini, che vi ha abitato, e che nei suoi scritti cita i vini della casa. Che qui da sempre si fanno le cose come si deve, lo si intuisce se si pensa che negli anni della presidenza Gronchi, al Quirinale, tra le etichette presenti nei pranzi ufficiali, una era il Chianti Dianella. A dare nuovo impulso alla maison, gli attuali proprietari, Francesco e Veronica Passerin d’Entrèves, che hanno destinato 25 ettari dei 90 della tenuta, a vigneto.

A farla da protagonista, il Sangiovese, varietà che qui è affiancata da Colorino, Malvasia del Chianti, Cabernet Sauvignon e Trebbiano. Tra i vini, tutti di bella personalità, a cominciare da Il matto delle giuncaie, il rosso che in questi anni si è conquistato la fama di prodotto di punta della cantina. A conquistarci, il Chianti Dianella Fucini 2013. Dal colore rosso rubino brillante, con note violacee, al naso ha intensità ed eleganza, con profumi che ricordano la viola, l’iris, la prugna, cui seguono sentori di macchia mediterranea, mentre al palato è di bella struttura, ma fresco, equilibrato, di buona persistenza. Un vino che è espressione autentica del territorio, che riconcilia con i rossi di questa terra, e che restituisce a chi ama le produzioni chiantigiane, l’emozione di quel Chianti schietto e sincero che per troppo tempo, produttori anche noti, in un recente passato, ci hanno fatto rimpiangere, svendendo la storia e snaturando le caratteristiche di questo rosso simbolo d’Italia, in nome di una presunta modernizzazione. L’abbinamento migliore? Non sarà soluzione che brilla per fantasia, ma se date retta a noi, sarà matrimonio d’amore con una golosa e monumentale bistecca alla fiorentina!