Tra le cantine che hanno deciso di puntare all'eccellenza, Fattoria Castelvecchi con il suo grande Chianti Classico Gran Selezione “Madonnino della Pieve”

Sta prendendo tutti in contropiede. Dopo anni in cui Chianti era diventato sinonimo di "quantità" e la Toscana del vino con il sangue blu sembrava essere solo a Montalcino, ora, non è più così. I frutti del lavoro fatto da produttori lungimiranti, si stanno iniziando a raccogliere. E a sorpresa, i ruoli si stanno invertendo. Tanto che oggi sono le cantine del Brunello a guardare alle chiantigiane domandandosi cosa cambiare dopo anni in cui hanno vissuto di rendita, cullandosi sugli allori del successo ottenuto.

Per quanto riguarda il Chianti, confermata la decisione di puntare ancora con maggiore decisione sul livello qualitativo incentivando l'ammodernamento dei vigneti e incrementando così la qualità di tutta la denominazione per essere ancora più competitivi sul mercato internazionale. In questa direzione anche la scelta del Consorzio Vino Chianti di modificare il disciplinare in occasione dell'assemblea dei soci riunita a Firenze nei giorni scorsi. È stata infatti anticipata di un anno la scelta di ridurre le rese a ceppo da 5 a 3 chilogrammi relativa alla produzione dei vecchi vigneti che fino ad oggi godevano di un regime in deroga particolare.

"Questa permetterà di riequilibrare la Denominazione - ha detto Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti - garantendo una migliore qualità dei nostri vini. Una scelta in linea con quanto deciso dall'ultimo Consiglio di Amministrazione del Consorzio che nei giorni scorsi ha deliberato la riduzione del 10% della produzione massima di uva a ettaro per la 'vendemmia 2017' che permetterà di mantenere l'equilibrio della nostra Denominazione e metterla in condizione di competere a livello mondiale con le altre denominazioni, com'è doveroso che sia per una realtà storica che quest'anno compie 90 anni dalla sua costituzione".

Peraltro, per quanto riguarda invece il Chianti Classico, geniale si sta rivelando l'aver puntato sulla Gran Selezione. Una scelta di campo che indica in modo inequivocabile la volontà di fare eccellenza. In tal senso, una conferma, dall'assaggio di un vino già nostro Top Hundred. È il Chianti Classico Gran Selezione “Madonnino della Pieve” della Fattoria Castelvecchi di Radda in Chianti della famiglia Paladin. Rosso rubino lucente, al naso ha profumi di prugna, ciliegia, frutti di bosco, nota speziata, mentre al palato ha corpo, grande equilibrio, buona sapidità e la persistenza è lunghissima. Un rosso che dice cosa vuol dire credere in quel grande vino che è simbolo della Toscana e nel lasciar parlare terra e vigne!