Ristorante da Armando, Camburzano (Biella)

Lo scorso 28 febbraio in questo ristorante, in una bella serata conviviale del Club di Papillon di Biella, avevamo apprezzato la cucina di Andrea, nell’occasione anche ottimo conferenziere sul tema “Merluzzo, baccalà, stoccafisso: tre nomi un solo pesce”; ma solo dopo averli serviti a tavola sotto forma di brandacujun, trippini di stoccafisso, ravioli con merluzzo fresco e cubo di baccalà in cartoccio.
Allora non potevamo immaginare di ricevere, circa venti giorni dopo, il primo di una serie di menu per consegne a domicilio prontamente elaborati e comunicati via WhatsApp alla clientela a seguito della chiusura forzata dei locali di ristorazione.

Qualche tempo dopo con una coppia di amici abbiamo deciso di passare insieme una giornata festiva, ognuno a casa propria, guardandoci negli occhi attraverso lo schermo di uno smartphone di fronte a due tavole imbandite a distanza di qualche chilometro. Ognuno ha scelto i propri piatti dal menu e sono partiti gli ordini corredati dalle informazioni necessarie, oltre ai piatti, e cioè indirizzi, orario preferito di consegna, sistema di pagamento. Il giorno stabilito la sempre sorridente Laura, moglie di Andrea, si presenta puntuale a casa nostra, ci consegna i contenitori dei cibi sui quali c’erano scritti il tipo di piatto, i tempi e le modalità di riscaldamento, ci augura buon appetito e riparte per le altre consegne.


A questo punto scatta la telefonata agli amici, ci raccontiamo le nostre scelte, mettiamo a scaldare le vivande poi impiattiamo e facciamo le fotografie di rito: non è la stessa cosa che vedersi servire i piatti al ristorante, la componente estetica è meno soddisfacente ma per fortuna profumi e sapori sono quelli di sempre.

I piatti scelti sono stati: insalatina di burrata, cipolla, broccolo, peperone e trota fumè; gambero, foie-gras, bietole, sfoglia croccante, cremoso di burrata e acciughe; gnocchetti di grano arso mantecati con pesce spada e frutti di mare; ravioli fatti a mano con branzino, carciofo e riduzione di crostacei; seppia bianca, mazzancolle, pomodoro e asparagi; per dessert tortino di colomba e cremoso al frutto della Passione.

Ottimo pranzo, il conto è stato di 72 euro a coppia, escluse bevande che arrivavano dalle nostre rispettive cantine. Per noi, in accompagnamento un Brut metodo classico millesimato erbaluce 100% delle Cantine Pietro Cassina di Lessona. Che dire, un’esperienza mai vissuta prima, piacevole nonostante la situazione anomala attenuata comunque da una bella giornata di sole e dal primo pranzo in giardino della stagione, una vera ricchezza in questo periodo di clausura.