Aggiornamento dal 9 al 15 aprile

CHI S’E’ VISTO S’E’ VISTO

Non sono un vero uomo come voi.
Io ho paura di questo virus.
Io non sono un duro come voi.
Durante il mio lavoro la paura mi fa piangere, capita.
Non sono invincibile come voi.
Ogni attimo mi sento la febbre, sento se ho sintomi.
Non sono un figo come voi.
Io quando non lavoro sto a casa.
Non sono un imprenditore come voi.
Io vivo il momento per aiutare e servire il prossimo.
Non sono come voi.
Faccio solo il mio dovere come uomo e cittadino.
Non fate gli irresponsabili.
Fate solo male alla comunità.

Andrea

Questo post l’ho trovato navigando su Facebook ed è di una persona di Cremona di cui abbiamo una grande stima. Ha una bottega, dove produce una mostarda speciale che ogni anno assaggiamo a Golosaria. E’ il marito di Alice Contini, anche lei in prima linea a portare avanti la sua attività ereditata dalla famiglia. Ricordo ancora la mia prima visita in quella bottega e quel salame inenarrabile che mi portai a casa. Sono le storie del Golosario, racchiuse in un libro che stiamo lavorando proprio in questi giorni per l’edizione 2021, che dovrà vedere la luce, perché le storie che ci hanno illuminato possano risplendere ancora.

Certo non immaginavo di arrivare alla quarta settimana di aggiornamento della Circolare con il quadro ancor più fosco rispetto a quando iniziava questa storia. È passato oltre un mese ed ora si cominciano ad avvertire i segni della pesantezza. Alle mail collettive rispondono sempre di meno e così nelle chat comuni. E proprio quando avresti bisogno degli amici, cominci a sentire il freddo nelle ossa della notte buia. Dove siete amici?

Gli amici al bar che sono andati tutti via, perché quella non era la vita vera, era lo sfogo, il passatempo, e forse oggi non ce lo si può permettere. Quando qualcosa non gira come deve andare ci si ritira dalla scena, si va sottocoperta, stando a vedere come andrà a finire.
E come andrà a finire se tu non ci sei più?

Non so chi me l’ha detto, che non si può fare così, come se il giro sulla giostra potesse avere un termine a comando. Sei padre, amico, uomo di questo mondo che ha davanti il prossimo: ci sei senza possibilità di dimissioni e deroghe.

Questa è lezione che ci ha fatto Andrea, perché uno può anche piangere, ed è un atteggiamento nobile rispetto a chi cerca di rimanere indifferente a tutto e a tutti e chi s’è visto s’è visto... Nelle lettere che leggerete, se leggerete, ci sono esempi che non possono lasciarci indifferenti. C’è la lettera di Carlin che ci richiama a quel prossimo che è più isolato, quello dei barboni, così chiamati, e c’è quella del nostro amico Alejandro, in Venezuela, dove la situazione si è aggravata. Ci sono i ristoratori che non sanno più che strada prendere e devono resistere chissà fino a quando…e  l’elenco potrebbe andare avanti, perché chi più ne ha più ne potrebbe aggiungere di storie che stanno segnando un dramma. Ora è il momento dove ci siamo tutti risvegliati di fronte a una realtà che presenta il conto nella sua crudezza. Però ci siamo. E questo esserci non può trovarci soli: sarebbe da vigliacchi.

Quando abbiamo iniziato questo viaggio dentro l’imprevisto, abbiamo esordito con quella frase di Romani Levi: “Siamo angeli con una sola ala”. La cruda realtà di oggi è anche questa: per non precipitare abbiamo bisogno dell’altra metà, che significa, come ha ben sintetizzato André, un’assunzione di responsabilità, senza essere per forza eroi. E’ tuttavia qualcosa di nuovo ai nostri occhi, che si può tentare di percorrere. Anche piangendo, ma aggrappati all’ala di un altro che forse un Dio ci ha messo accanto.

Paolo Massobrio

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Prima del Diario e delle Lettere, una foto che ci ha inviato Arnaldo Cartotto di Chemp in Valle D’Aosta del Cristo che non c’è ma che è tutto in tutto e poi, nel giorno del suo compleanno, un poesia che l’amico Alberto Mina ha dedicato agli amici.

A san Giuseppe, custode della notte


La scadenza dell’IVA è come un monito, un neon incandescente nella notte,
mentre mi rigiro e calcolo il fiato
della mia sopravvivenza.
La luce bluette del pc
Resta accesa, palpitante, nel buio Disordinato della stanza,
Quando tutto sembra capovolto, e la tenebra si spande come lava
Sul contorno luminoso delle cose.
Non so bene dove dirigere lo sguardo, ma tu sei qui, nei pressi.
Presenza di silenzio,
Rigeneratore di imprevisti.
Stai all’erta, senza far rumore.
Apro nuovi file, seleziono graduatorie, Incrocio dati a vanvera in excell,
mi sento affranto dalle mie versioni diurne,
sospendo la ricostruzione degli antefatti,
obbietto al flusso delle memorie oscene - in quest’ora buia

dove il nulla sfoga i suoi ricatti.
A te precursore di tutti noi,
padri fittizi veramente figli,
lavoratore autonomo braccato dall’Impero, salve!
Granito di silenzio nella segreta stanza, emigrato regale, forsennato camminatore, inverosimile custode dell’universo.
C’è un’ordalia qui, te l’assicuro, un’iradiddio di démoni: si schiantano sulla lamiera protettiva,
percuotono le intermittenze del mio sonno,
fracassano forsennati il marchingegno difensivo.
Per me c’è qui troppo rumore,
e tutto è invaso da un cattivo ardore.
Ma tu stai lì
tra gli spazi millimetrici dell’ombra; Non ti vedo bene, ma ci sei.

Lo so perché mi viene da parlare,
mi ricordo dei miei genitori,
del grido “pap’ e mamma!” per le scale,
dei pomeriggi assolati sulle strade, dei boschi e delle cose da mangiare.
Un piccolo moto dell’aria diventa un appoggio; tu non hai fretta, sei a tuo agio nell’essere.
È un istante, ti sento, mi risveglio:
Ecco, posso spiegarti tutto bene
quello che temevo sempre ed era stato così chiaro -
ma non c’è nulla e un dolce sonno viene.

14.04.2020

DIARIO DI VIAGGIO

8 APRILE - SE CROLLA UN PONTE… LE BOTTEGHE

È crollato un ponte ad Albiano Magra, nei pressi di Aulla. E i giornali e le tivù si occupano anche di questa ennesima disgrazia, anche se per fortuna non ci sono vittime. Però la cosa mi colpisce perché pochi giorni prima avevo sentito Ginetto, il bottegaio di Barbarasco sulle Alpi Apuane ed era sereno in questa situazione in cui i clienti di un tempo sono tornati a far la spesa. Poi succede un imprevisto che lo porterà a un ulteriore isolamento, giacché Albiano dista appena 12 km dalla sua frazione del comune di Tresana.

Gino Gasperini ha 80 anni e la sua bottega è un gioiello, con alcune chicche del Golosario, ma soprattutto i testaroli, che ogni anno a Golosaria non manca di farmi avere. Parlando con lui di un tema che ci è caro, quello delle botteghe, mi dice che la ripartenza poi dovrà essere supportata, perché se mancano i gruppi di acquisto che servono a prezzi competitivi i negozi eroici come il suo, sarà difficile andare avanti facendo economie di scala.


papillon.jpgNel “non sarà tutto come prima”, se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, penso che bisognerà mettere mano a un sistema di incentivi per chi sostiene queste realtà preziose. Almeno così si sono rivelate in questa situazione. La mia amica Francesca, che vive a Colazza, sul lago Maggiore, m’ha detto l’altro giorno che è andata nel negozio di alimentari del suo paese e alla fine ha chiesto scusa alla signora che la serviva: “Sono anni che vivo qui ed ho sempre preso l’auto per andare a far la spesa in un supermercato vicino, mentre invece avrei dovuto fare subito quello che si fa in questi giorni: iniziare da qui.” Anche la prossimità diventerà un valore, non ce ne dovremo dimenticare.

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9 APRILE - LA C DI CONCORRENZA DIVENTA COLLEGANZA

Luca Raimondi, direttore del Sussidiario.net mi ha chiesto un pezzo su quello che sto registrando in questi giorni. Ed ho raccontato la storia di Piero Bertinotti e di Alessandra, due ristoratori rispettivamente del Pinocchio di Borgomanero e della Grangia di Settala che hanno avuto il sold out per Pasqua con il servizio di Delivery.

Ora, conoscendoli entrambi, sono certo che questo è il risultato della loro positività di fondo. Ma ho raccontato anche la storia di quei bottegai che dispensano consigli ai propri colleghi perché si possano organizzare davanti a un mercato che è mutato, dove paradossalmente hai tutta la città a cui fare proposte, basta solamente comunicarle. Tuttavia chi ha seminato oggi raccoglie, dove la semina si chiama rapporto col cliente e capacità di reiterare un racconto della propria attività. E allora basta un cenno e il passaparola inizia a produrre delle risposte. Certo non è facile e la data del 23 maggio, ipotizzata per la riapertura condizionata dei ristoranti, è un peso che non tutti riescono a sostenere, ma non si può stare fermi, questo è chiaro ed evidente. Qui il link al mio articolo sul Sussidiario.net.

papillon.jpgNel mentre, ha fatto il giro di tutte le redazioni la reazione di quella ristoratrice di Apricena in provincia di Foggia, che ha rifiutato nuovi aiuti, se non il reddito di cittadinanza. Sulla pagina Facebook di Golosaria si è dunque accesa una discussione, che poi abbiamo sintetizzato in questo articolo dove non tutti sono d’accordo con la sua posizione. E anche Marco Gatti, che domani ci racconterà com’è Milano vista da un testimone oculare che ci vive e ci lavora, dice di trovare strano l’atteggiamento di chi attende senza provare a mettersi in gioco. Intanto la nostra guida al Delivery cresce di giorno in giorno con nuove aggiunte, almeno una ventina al giorno, di locali che si stanno attrezzando. Beh, in quel mantra che ci perseguita per cui #nonsaràtuttocomeprima, bisognerà mettere in conto anche questa novità, che parte da una semplice e logica analisi: una domanda nuova che chiede un’offerta legata a uno stile di vita che non c’è mai stato. 

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IL TRIDUO DI PASQUA

Inizia il triduo della settimana santa, con la via crucis del Papa realizzata dai carcerati della casa circondariale Due Palazzi di Padova, dove fanno le colombe e i panettoni della cooperativa Giotto. Un momento solenne, con Papa Francesco che non commenta, ma resta in silenzio come tutti, davanti al mistero che è contemporaneo più che mai in questa situazione. Sul nostro sito internet abbiano cercato di offrire tanti spunti, come la riflessione della sera di don Lucio Guizzo, anch’egli di Padova, che presenta un video di pensieri di don Giussani. E poi il pensiero di Antonio Ricci di sabato e di Giacomo Poretti domenica, accanto a ricette della Pasqua, assaggi di vino e quant’altro. Domenica ci arriva poi il regalo delle Monache Trappiste di Vitorchiano che per tutti noi hanno registrato un filmato che mostra come hanno vissuto il triduo. Ma per tutti è stato un regalo grande anche il concerto di Andrea Bocelli in Duomo, prima all’esterno e poi sul sagrato, che ha dispensato un senso di gioia.
 

papillon.jpgSono andato a letto tardi venerdì sera, perché dopo la via Crucis ho proseguito a mandare gli auguri. E l’ho fatto inviando il link del pensiero di don Lucio. Qualcuno mi ha risposto felice di questo contributo, come Pasquale Forte o Riccardo Dellavalle, altri, a differenza degli anni passati, non hanno risposto, ma li capisco. E’ un periodo di fatica e il mese che ci aspetta fino al termine del cosiddetto Loakdown sarà ancora più faticoso. Aleggiano pensieri e scenari e la notte spesso è tormentata. Che possiamo fare, se non destare ciò che ci rende più noi stessi? Lavoriamo per questo, sapendo che dentro ai problemi ci siamo anche noi, come tutti, e la strada sarà in salita. Ma intanto ci siamo! E ci relazioniamo, questo è il presente, che sarà il bagaglio per il futuro prossimo che ci attende. Guardiamolo con simpatia.

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Lunedì di Pasquetta, la voglia di stare insieme

All’accensione del barbecue il vicino di casa con il quale ci sono stati solamente dei rapporti fugaci offre un po’ di materiale per alimentare il fuoco. Ed io lo invito a brindare con una bottiglia di vino. C’è voglia di stare insieme, di mettersi in rapporto, di chiacchierare. Si moltiplicano le videochiamate su WhatsApp, dove ci vede in quei quadratini, quattro alla volta, coi capelli lunghi e qualche chilo in più. Non è mai stato così, ma il paradosso di questa situazione è proprio riscoprire il prossimo, che è qualcosa di speciale. Fino a ieri non ci si faceva caso, oggi rappresenta un contatto vivo che può cambiare una giornata.


papillon.jpgDomani inizia una giornata di lavoro, con i ritmi di sempre, nel silenzio di queste ore di primavera che danno comunque energia e voglia di vivere il proprio tempo, anche questo. Anche questo!

grigliata-pasquetta.jpgScriveva san Benedetto da Norcia: "Era necessario che l'eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano diventasse eroico".

LE LETTERE DELLA CIRCOLARE
 

lettera.jpgDISIMPEGNO E ARRICCHIMENTO MENTALE

Grazie Paolo per questi momenti di "disimpegno" e arricchimento mentale che tu e tutti del Club ci regalate giornalmente.
Oggi è il mio compleanno e certo è piuttosto triste non stare con la famiglia, figli nipotini sorella oppure con gli amici (ricordo un week-end splendido al Relais del Santo Uffizio nel Monferrato…. e poi tutti a mangiare il fritto piemontese).
So che ci saranno per me, per te, per tutti altre occasioni ma i ricordi dei bei tempi mi lasciano un po’ di magone. Comunque, stanotte ho potuto ammirare la grande LUNA e forse la vedremo anche stasera.
Che sia di buon auspicio per tutti noi comuni e deboli terrestri.
Buona Pasqua.
                               
Isabella Cavazzini
 

papillon.jpgAuguri Isabella, fra le tante, innumerevoli opportunità che questa situazione comporta c’è anche l’aspetto della memoria. Affiorano ricordi lontani, persone, situazioni che già ora stanno dando un valore al domani. Da qui si potrà ripartire, ne sono convinto.
 

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lettera.jpgNOI CI SAREMO!

Caro Paolo,
sfogliando La Circolare ho letto le lettere dei tuoi amici che ti hanno inviato, mi è venuto il desiderio di scrivere due parole anch’io.
Quando ci hanno imposto di stare a casa per via del Coronavirus, in un primo momento sono rimasta sconvolta, quando poi giorno 13 marzo hai dato la comunicazione dicendo “Noi ci saremo” mi sono compiaciuta pensando che avremmo avuto la vostra compagnia.
È successo che tutti i vari momenti che ci avete comunicato: il pensiero della sera, le varie ricette, compresa una ricetta da realizzare personalmente, mi hanno spinta a comunicarlo ad amici e conoscenti.
È stato cosi che ho fatto conoscere la bellezza di ciò che sta accadendo. In seno al Club di Papillon con tutte le nuove iniziative; in particolare la guida al Delivery, le Botteghe della Colleganza, il SOSTENisario e tanto altro.
Questo fatto mi ha provocato a creare rapporti e comunicare le novità del CLUB, tutto ciò mi ha fatto riconoscere di appartenere a una bella storia di amicizia.
Non posso che ringraziarti per quello che fai e per la tua amicizia.

Giovanna  Linguanti - Siracusa
 

papillon.jpgGrazie cara Giovanna, queste parole sono di conforto perché vanno nella direzione di ciò che avevamo auspicato con questa iniziativa eccezionale dal punto di vista della comunicazione. Ora, dopo la Pasqua, diventa più faticoso per la gente continuare la reclusione, per cui davvero bisogna scavare dentro sé stessi per capire per cosa vale la pena vivere. Questo periodo accende tante domande, ma soprattutto una grande constatazione: non possiamo restare da soli. E’ il motivo per cui ci siamo mobilitati e fatti presente l’uno con l’altro, ma su questa strada dobbiamo continuare ancora, dobbiamo aiutarci: se ognuno mette un pezzetto – come la leggenda della zuppa di san Patrizio – tutto ha più gusto. Grazie anche – a proposito – per la tua ricetta del croccante.

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lettera.jpgSFOGLIANDO LE TUE GUIDE…

Carissimo Paolo,
a noi vecchi soci del Club di Papillon, che viaggiamo con le vostre pubblicazioni alla ricerca di nuovi posti da scoprire e sperimentare, suona strano dover stare rinchiusi tra quattro mura in solitudine, ma ci consola sapere che è per il bene di tutti e che non siamo i soli a subire tutto questo. Sfogliando le tue guide da casa immaginiamo di visitare un giorno i luoghi descritti e ci consoliamo così...
Un abbraccio virtuale e te, alla tua famiglia ed a tutti i tuoi collaboratori:
A presto!

Paolo e Antonella Costa
 

papillon.jpgCarissimi amici, dicevamo poco prima che questi sono anche i giorni della memoria e ci stanno pure i luoghi dove abbiamo passato momenti da ricordare. Colgo con piacere un passaggio della vostra lettera quando dite “Ci consola sapere che questo sacrificio è per il bene di tutti”. Un pensiero che non è da tutti a vedere certe interviste in tivù di gente che trasgredisce sostenendo che non gli interessa il Coronavirus. Lo ha detto un signore sorpreso e sanzionato per la quarta volta sulla spiaggia di Mondello. Ma se lo mettessero in galera riuscirà a capire che questa è una faccenda che gli deve interessare?

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lettera.jpgLA FAMIGLIARITA’ DI PIERO BERTINOTTI

Buongiorno caro Paolo,
io ho avuto il piacere di conoscere il grande maestro Bertinotti tra il 2010/11, conoscevo già Pinocchio di Borgomanero da anni perché passavo davanti al suo locale per raggiungere un caro amico in un paesino vicino. Un bel giorno ero con Giovanna e abbiamo deciso di pranzare lì; ho telefonato per prenotare, siamo entrati intorno alle 12,30 circa e siamo usciti dopo circa 3 ore. Lui come al solito è stato un grande.
Ci ha presentato la sua famiglia e ci ha regalato un suo libro con dedica. Abbiamo provato ad invitarli in Sicilia ovviamente ma non sono mai venuti; in varie altre occasioni ci siamo  rincontrati, spero di poterci ritornare.
Buon giovedì Santo a tutti.

Salvatore Sipala – Siracusa

papillon.jpgSi Piero è davvero un grande. E anche in questa situazione si è messo in gioco, mandandoci la sua ricetta degli agnolotti del Presidente. Ma soprattutto mostrandoci la sua famiglia all’opera. Per Pasqua ha avuto la soddisfazione di servire 70 pranzi ai suoi clienti con il Delivery, esattamente come se avesse avuto il locale aperto. Direi che è un gran bel risultato, non solo professionale, ma anche umano.

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lettera.jpgHO INIZIATO IL VOSTRO CORSO DI FOOD MARKETING: SUL SOSTENISARIO

Buongiorno Paolo,
volevo solo ringraziarvi perché sto facendo il corso di Food marketing e sono
occasioni uniche per noi. Fermarsi sì, ma acculturarsi e programmare una
ripartenza intelligente.
Grazie ancora per tutto l'intrattenimento culturale.

Sergio Barzetti - ristorante Cucina Barzetti di Malnate (VA)

papillon.jpgCaro Sergio, grazie per il tuo risotto speciale, che è stata una delle più belle ricette della sera. E grazie anche per questo riscontro sul nostro lavoro, il Sostenisario, che vuole offrire una prospettiva dinamica per la ripartenza. Questo non può essere un periodo da dimenticare, ma bensì da ricordare positivamente per via di quello che saremo riusciti ad alimentare, in termini di conoscenza. Le dieci lezioni sull’uso dei social, che abbiamo realizzato gratuitamente in tempo reale, vanno in questa direzione e ci fa piacere che tu abbia colto l’opportunità, insieme ad altre 120 persone, fra i tuoi colleghi, che hanno scaricato le lezioni.

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lettera.jpgIL REDDITO DI CITTADINANZA (?)

Grazie Paolo,
certo che la cuoca pugliese ha colto subito l'occasione per il reddito di cittadinanza.
La chiusura di Pasqua mi porta indietro di 43 anni, quando proprio nel giorno di Pasqua era morta mia nonna. Un ricordo tristissimo, ma noi non molliamo e teniamo duro. Siamo del Toro!
Un caro saluto.

Maurizio - Cravanzana

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lettera.jpgQUESTA SITUAZIONE PER DARE QUALCOSA DI PIU’
Grazie Paolo, hai scritto parole vere, così come è vero che a Pasqua lavoreremo con il tutto "esaurito". Non mi aspettavo che alcuni clienti mi chiedessero di andare oltre e fare consegne, anche fuori dal mio piccolo territorio "per fare una sorpresa ad un genitore anziano".
Il poter dare una briciola di serenità con un piccolo e semplice gesto, che è quello di portare un piatto a casa di qualcuno, è gratificante. Questa brutta situazione ci insegna a dare qualcosa in più. Ci fa entrare nelle case e nel cuore delle persone.
Notte serena Paolo e grazie ancora.

Alessandra - Settala

papillon.jpgQueste ultime due lettere sono giunte da ristoratori che hanno voluto inviare un messaggio diretto anziché il dialogo sulla pagina Facebook di Golosaria. Ho voluto pubblicarle perché danno l’idea d’essere già oltre l’imprevisto che ci ha colti. Oltre vuol dire pensare che non è il “torni tutto come prima” ciò che davvero vogliamo, ma neanche l’assistenzialismo. Insieme vogliamo capire quale adattamento è necessario, guardando i segnali che arrivano, come quelli di Alessandra della Grangia di Settala o di Piero del Pinocchio di Borgomanero. Adattarsi richiede creatività, confronto, per capire se nella fase 3 sarà possibile quella convivenza col virus che prima o poi sarà battuto. Su questo abbiamo creato la task force del Sostenisario, per rispondere in tempo reale a ciò che servirà.

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lettera.jpgUN 25 APRILE PER RESISTERE ANCORA

Care amiche e cari amici, spero che questa mia vi trovi bene.
Da poco più di quattro giorni, come ben sapete, abbiamo dato inizio alle danze e ai preparativi di questo 25 Aprile. In questi giorni il riscontro che abbiamo avuto è stato straordinario: 2000 follower in sole 48 ore, più di 70.000 euro raccolti, moltissime adesioni su diversi canali e tante testate giornalistiche che hanno parlato di noi.
Nonostante i primi buoni risultati, però, di lavoro da fare ce n'è ancora tanto e richiede il contributo di tutti, nella coscienza che questo 25 Aprile deve testimoniare anche la nostra solidarietà verso i senza tetto e i molti che non hanno cibo in questo nostro paese e in questo particolare momento. Un 25 Aprile di liberazione e solidarietà: dobbiamo essere uniti nelle nostre diversità senza lasciare indietro nessuno. Le due settimane che ci aspettano possono quindi essere importanti per la nostra iniziativa, sia per la raccolta fondi che per la campagna di adesione. Mi piacerebbe che, in questo lasso di tempo, la campagna #iorestolibero sia sempre più viva e che ognuno di voi la faccia propria. Mi piacerebbe che i vostri social, i vostri pensieri tradotti su carta, le vostre canzoni e opere d'arte di ogni tipo, parlino al mondo di questa iniziativa, coinvolgano più gente possibile e raccontino che cosa significa per voi oggi resistere e "restare liberi".

Carlo Petrini

papillon.jpgCarissimo Carlin, sono stato fra i primi firmatari di questa iniziativa e sono ammirato dall’idea di tener conto di tutto e di tutti, soprattutto di chi è senza una fissa dimora, e quindi viene dimenticato di fronte a un surplus di problemi che coinvolgono un po’ tutti. Inizio dunque da questa edizione speciale della Circolare, per dare risalto e diffondere un’iniziativa che ci vede ancora una volta insieme, uniti nelle nostre diversità. Ma questo è il bello della vita: ritrovarsi sempre su ciò che vale la pena.

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lettera.jpgDAL VENEZUELA SI SOFFRE ANCORA DI PIU’

Oggi è un giorno speciale, per questo ho deciso scriverti. Dopo settimane di silenzio, fatica, per la situazione  pandemia, dopo che ho sentito Papa Francesco questa sera ho capito il valore della speranza, il silenzio e il dolore che pensavo già di sapere. Che bello condividere tutto: dolore, morte e vita.
Noi stiamo bene, dopo un mese fuori e in quarantena lunedì scorso Alexandra è tornata a casa e siamo contenti ma ha sofferto molto, le ragazze (come un po’ tutti) fanno fatica a rimanere a casa, con un collegamento a internet molto instabile, solo 3 volte al giorno, e di acqua (grazie a Dio, perché abbiamo amici che arriva una volta alla settimana). Abbiamo tutto vicino e si utilizza poco la macchina, perché non c’è benzina, solo per medici (che devono fare fila per 6 ore) e militari.
Sono più preoccupato per amici, collaboratori e ex-allievi che vivono giorno al giorno. Se era già dura, viene ancora peggio riguardo al cibo, salute, trasporto, acqua, elettricità e comunicazioni. Però dentro tutto questo mi ha confortato vivere questa Pasqua offrendo anche il dolore fisico e la preghiera. Come recita l’ora media del sabato: Ci pensa Lui, sempre.

Alejandro Marius - Venezuela

papillon.jpgCaro Alejandro, grazie per questo messaggio che voglio diffondere a tutti gli amici di Papillon che erano in procinto per fare le Cene In ComPagnia dedicate proprio a un tuo progetto in Venezuela. Domenica anche il Papa ha ricordato la tua terra e anche noi vogliamo tenervi presente in questa situazione che, vista dal vostro Paese, è ancora peggio che in qualunque altra parte. Ieri le monache trappiste di Vitorchiano con cui siamo in contatto dopo aver chiesto alla madre superiora il permesso di filmare il loro triduo ce lo hanno inviato e lo abbiamo pubblicato la mattina di Pasqua. Sono anche amiche tue che ci insegnano una cosa importante: non farsi rubare la speranza. Un caro abbraccio, a presto.

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lettera.jpgSPERIAMO CHE NON TORNI TUTTO COME PRIMA

Io ho sempre lavorato. Siamo riusciti ad organizzarci... è un periodo paradossale: da un lato questo dramma della morte, della sofferenza e della paura.

Dall'altro - quello che mi capita di vivere - un'intensità e una bellezza straripante, nelle giornate e nei rapporti. Spero e prego che non torni tutto come prima.

Alberto - Belluno

papillon.jpgCaro Alberto, ho preso spunto dal tuo messaggio per la mia riflessione su Avvenire che è uscita stamane, dove ho messo insieme una serie di iniziative che forse ieri non si sarebbero potute realizzare. Non torneremo più come prima se cambia appunto il nostro sguardo per cui la possibilità di vita (fisica, ma anche economica) dell’altro che ci è prossimo diventa un impegno che travalica il proprio orto. Grazie per questo messaggio, ho voluto farne tesoro con un pubblico più vasto. Ma so bene che le tue parole sono il frutto dell’esperienza che stai facendo in questi giorni ma anche di quella bellezza che hai visto girando mezza Europa a vedere conventi e cattedrali. Che furono costruite dopo una peste, magari, dopo una fatica come quella che stiamo facendo ora, lasciando nella storia un segno che dice esattamente questo: dalla bellezza puoi sempre ripartire.

Ecco il mio articolo su Avvenire.

Il commento di Carlin all'articolo di Avvenire chiude stamane la nostra Circolare: "Grazie Paolo, mi fa molto piacere che sulle cose che contano la nostra sintonia sia totale. Un grande abbraccio. Carlin".