Si è aggiudicata il concorso organizzato da Cocchi con la polibibita Svetta

Ha vinto con Svetta - “una metafora sull'elevazione intellettuale per giungere a una buona idea” - e volerà tra pochi giorni a New Orleans per il prossimo Tales of the Cocktail, la manifestazione internazionale di riferimento nel settore della miscelazione.
È stata Cinzia Ferro, barlady dell'Estremadura Café di Verbania, ad aggiudicarsi il 4 luglio scorso a Torino il titolo di Miscelatore Futurista Record Nazionale 2016 nella finale della competizione organizzata dalla casa astigiana Giulio Cocchi, con la spinta propulsiva di Fulvio Piccinino, instancabile promotore della miscelazione futurista.

La finale si è svolta nel futuristico spazio del Lounge Bar del Piano35 (leggi qui la recensione di Paolo Massobrio sul ristorante) del grattacielo Intesa SanPaolo, che vede dietro al banco Mirko Turconi, già conosciuto al Mag di Milano.

Non tutti sanno che i futuristi hanno incluso nel loro percorso artistico anche la miscelazione, apportando tutta una serie di idee innovative, per gli anni '30 e, in parte, anche per oggi. Rifiutando qualsiasi termine straniero: il cocktail diventa polibibita, il barman miscelatore, il bar Qui-si-Beve, il buffet Mangia-in-piedi. Abbinando i cocktail non più ai momenti della giornata (predinner, after dinner, all day) ma all'azione che uno avrebbe dovuto svolgere successivamente. Scardinando il tradizionale asse dolce-amaro aggiungendo il piccante e il salato.

E molto altro, che è raccontato nel libro “La Miscelazione Futurista. Polibibite: la risposta autarchica italiana ai cocktail degli anni Trenta”, scritto da Fulvio Piccinino ed edito da CocchiBooks, di cui è stato presentata la seconda edizione, arricchita nell'iconografia grazie al contributo del Mart, collezionisti privati e gallerie d'arte.

Due domande alla vincitrice: Cinzia Ferro

Dove nasce la tua passione per la miscelazione futurista?
Diciamo che un discorso più ampio, legato alla mia passione per questo movimento artistico, che coincide con un periodo buio storicamente, ma che a livello artistico ha dato tantissimo e ha messo in evidenza parecchi artisti. Il futurismo mi ha sempre affascinato: fin dal liceo artistico. Lo studio sulla miscelazione futurista l'ho intrapreso inizialmente da sola, poi sui libri di Piccinino.

Qual è l'aspetto più contemporaneo della miscelazione futurista?
Secondo me, lo scindere il cocktail da un preciso momento della giornata, per affidargli invece il compito di preparare ad un'azione. Oggi non esiste quasi più la distinzione tra pre o after dinner, ma può essere interessante proporre un cocktail che invogli all'azione, al pensiero o a compiere un'azione come andare a riposare, fare l'amore o mangiare.

Come nasce la ricetta di Svetta?
Come sempre, all'ultimo, la notte precedente la fine del concorso. Volevo ideare un'inventina, che per i futuristi deve essere una polibibita fresca e di bassa gradazione alcolica, che deve portare ad un'idea fulminante. Ho preso spunto dal mio territorio: sono di Verbania, ho le montagne davanti. E ho pensato a un quadro di Gerardo Dottori che amo molto, intitolato Forze ascensionali. Ho subito pensato alle erbe di montagne, presenti nella menta, nell'Alpestre, nell'Amaro Tassoni e nell'Amaro Cocchi, ma anche sotto forma di radice di Genziana. E ho voluto aggiungere le bollicine della Cedrata Tassoni, che portano verso l'alto. Insomma, un percorso dalle valli ai monti, per arrivare il più vicino possibile al sole.

La ricetta della polibibita Svetta

Composizione: 0,5 cl Menta fredda Fabbri, 1 cl Alpestre, 3 cl Amaro Tassoni, 4 cl Americano Cocchi, 7,5 cl Cedrata Tassoni.
Nel bicchiere: radice di genziana
Sul granito: Mela verde, biscotto salato, granita al genepì, stella alpina (coltivata).
Preparazione: versare gli ingredienti in “tazza da passeggio” contenente ghiaccio. Mescolare e aggiungere radice di genziana

foto: © Max Ferrero, Alessandro Ricci