Appartengono alla famiglia delle rape, sono coltivate prevalentemente in Puglia anche se non mancano coltivazioni in Campania e nel Lazio.

Un po' di storia
Pare che i primi semi delle cime di rapa siano stati importati in Italia dall'Oriente dai Genovesi; secondo altre fonti invece sarebbero arrivati in Europa solo nel XVII secolo, comunque le prime coltivazioni su vasta scala di cui si ha notizia furono nel Regno di Napoli e poi anche nella Pianura Padana.

Sono degli ortaggi autunnali e invernali, infatti la loro produzione avviene con le basse temperature. Il periodo di raccolta va da metà autunno agli inizi della primavera, secondo le varietà coltivate e il periodo di semina.
Si consumano lo stelo con le relative foglie e infiorescenze simili a piccoli broccoletti e pertanto detti anche broccoletti di rapa.

Acquisto e conservazione
Al momento dell’acquisto, gli steli devono essere turgidi, le foglie di colore verde intenso non devono mostrare segni di appassimento e le infiorescenze non devono avere i fiori di colore giallo aperti. È consigliabile lessarle il giorno stesso dell’acquisto o al massimo entro un paio di giorni.

Si conservano in frigorifero o in luogo fresco con gli steli immersi in due dita di acqua (come se fosse un mazzo di fiori). Una volta cotte, sgocciolate e raffreddate, si possono conservare in frigorifero in un recipiente a chiusura ermetica per 2 giorni.

Usi in cucina
Le cime di rapa vengono consumate cotte e rappresentano l'ingrediente principale di numerosi piatti tipici della cucina pugliese, tra cui si ricordano le famose orecchiette con le cime di rapa alla pugliese ma sono molto buone (una volta lessate) anche come contorno, saltate in padella con olio, aglio e acciughe (in piccola quantità) sciolte nel condimento oppure condite con succo di limone, olio di oliva extravergine e sale per un piatto semplice e gustoso.
Sono ottime nei risotti, negli stufati, nelle torte salate o con altre verdure come le patate.
Altra specialità pugliese, particolarmente diffusa nel Palagianese, è la puccia con rape e salsiccia.

Hanno un sapore molto caratteristico, leggermente amarognolo e piccantino.

Le cime di rapa e la salute
Le cima di rapa sono molto apprezzate anche grazie al loro basso valore calorico. Contengono ferro, calcio, fosforo, vitamina A e C, polifenoli. Hanno anche un buon contenuto proteico. Sono un naturale disintossicante per depurare l’organismo e liberarlo dalle tossine.

Come ci ricorda la campagna di promozione e informazione di UNAPROA “Nutritevi dei colori della vita” (http://www.nutritevideicoloridellavita.com) - finanziata con il contributo dell’Unione europea e dello Stato italiano -, il colore della frutta e degli ortaggi è un indizio importante per variare l’assunzione di sostanze preziose, proteggendo la salute e coprendo il fabbisogno di nutrimento del nostro organismo. Ogni colore (rosso, verde, bianco, giallo/arancio e blu/viola) corrisponde a sostanze specifiche, con differenti azioni nutrienti e protettive.
Per la cima di rapa il colore è il verde. Ci sono due sostanze nutrienti che accomunano tutti gli ortaggi verdi, in particolare quelli a foglia: il magnesio e l’acido folico. Il magnesio è parte della molecola della clorofilla e nell’uomo contribuisce al normale metabolismo energetico e alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento, al normale funzionamento del sistema nervoso e di quello muscolare. L’acido folico o folato, invece, oltre a essere utile durante i primi mesi della gravidanza, contribuisce alla riduzione della stanchezza e dell’affaticamento e alla normale funzione del sistema immunitario.

Curiosità
Le cime di rapa sono tra le verdure che hanno visto il maggior aumento di consumo negli ultimi 20 anni in Italia. La vendita di cime di rapa è aumentata in particolare in Lombardia e Veneto.