A Castelbello, dallo chef Jörg Trafoier piatti che raccontano il territorio e i suoi prodotti, in modo creativo

In un piccolo paesino, in mezzo ai meleti, sormontato da un castello sopra una rupe... Non è l’inizio di una fiaba. O meglio, in un certo senso sì. Perché questo angolo d’Italia poetico è Castelbello (Bz). E qui, nei pressi della graziosa piccola stazione, c’è il Kuppelrain (via Stazione 16 – tel. 0473 624103), luogo del gusto fiabesco, appunto, che vi aspetta con i suoi roseti e circondato dai fiori come tradizione sud tirolese vuole, in cui va in scena una grande cucina.

All’ingresso, banco bar e reception con alcuni tavoli bistrot, a destra le due stanze del ristorante gourmet (aperto solo alla sera). Accogliente e curato l’ambiente, con i tavoli dalle eleganti mise en place. Di pregio la cucina, che porta la firma di chef Jörg Trafoier, che dal 2013 ha la soddisfazione di essere affiancato ai fornelli dal figlio Kevin, e dalla figlia Nathalie, pasticcera, mentre la sala è il regno di sua moglie Sonya Egger, sommelier di razza e “Donna del Vino” che vi assicurerà abbinamenti quanto mai azzeccati, pescando dalla splendida cantina.

Da questa famiglia, eccezionale nell’ospitalità, piatti che sorprendono per l’equilibrio straordinario che riescono ad avere, nel loro essere mix riuscito di creatività non forzata, tradizione e stagionalità degli ingredienti, con creazioni che vanno a valorizzare mirabilmente gli inconfondibili asparagi venostani, le mele e i fiori estivi, l’agnello dei pascoli d’alta quota, i frutti dell’autunno, e ancora speck, salsicce, carne affumicata e pane.

Sarete felici con fegato d’oca mela della Val Venosta e noci, poi “gioco delle minestre” o tortelli di barbabietola e zucca moscata fonduta di formaggio venostano e tartufo nero, quindi branzino purea di cavolfiore aglio nero e spuma di burro o vitello tonnato topinambur peperoni e lime. Schneemilch (dolce di pane venostano in interpretazione moderna) a chiudere una sosta da sogno.