Da Gerardo Giuratrabocchetti un Aglianico del Vulture che sfida i grandi rossi del mondo

Era l’oro della Basilicata. Ma veniva sottovalutato. Questo il motivo per cui fino a pochi anni fa, quando si parlava di Aglianico del Vulture, quasi a volerne affermare l’importanza, lo si definiva “Barolo del Sud”. Ora finalmente il suo valore è noto. E il grande rosso orgoglio del nostro Paese è apprezzato come merita in tutto il mondo, e da Aosta a Palermo, piuttosto che da New York a Shangai, quando lo si cita, lo si celebra con il suo nome, Aglianico del Vulture, appunto. I motivi della sua inarrestabile ascesa? A decretarne l’affermazione sui mercati internazionali, il suo essere fuoriclasse autentico. Alla stessa stregua dei rossi più blasonati, sorprende per la sua capacità di esprimersi, nonostante la sua struttura ed il suo corpo poderoso, con espressioni di finezza ed equilibrio straordinarie, e all’assaggio si fa amare per il suo affascinante mix di forza ed eleganza. A questo va aggiunto il talento dei produttori, che, intuita la potenzialità del puntare sulla qualità piuttosto che sulla quantità, da tempo hanno imboccato la strada che ora li premia con risultati d’eccellenza.

Tra le interpretazioni più suggestive, l’Aglianico del Vulture Il Sigillo di Cantine del Notaio (tel. 0972723689) di Rionero del Vulture (Pz) di Gerardo Giuratrabocchetti, campione già premiato tra i vignaioli Top di Golosaria. Rosso di taglio “sartoriale”, in degustazione ha colore granato, naso di grande eleganza con profumi di marasche, frutti di bosco in confettura, cioccolato e sentori speziati, in particolare di pepe nero, mentre in bocca ha bell’impatto, con il suo proporsi come opulento ed elegante allo stesso tempo, con ingresso morbido cui segue un sorso vellutato e piacevolmente minerale, e finale lunghissimo con retrogusto speziato e dal gusto di liquirizia e cioccolato. In questa stagione sposa agnello e capretto, ma si abbina anche benissimo a carni rosse e formaggi stagionati. Questa è eccellenza italiana!