Un birrificio artigianale legato al territorio biellese in cui nasce e ai suoi prodotti, alla storia e alla personalità del suo fondatore: Enrico Terzo

Se ti chiami Enrico Terzo è fuor di dubbio che hai un nome impegnativo. 
E se poi hai come motto aziendale “bevi da re” vuol dire che te le vai proprio a cercare.
Se non si fosse ancora capito Enrico ha un debole per la storia, alla quale lo lega per forza di cose il suo nome. E, infatti, il logo del birrificio Un Terzo è sovrastato da una corona reale, anche se non deve essere stato facile per Enrico scegliere a quale re fare riferimento.
La storia ci tramanda un Enrico III di Franconia, detto il Nero, che è stato nientemeno che imperatore del Sacro Romano Impero dal 1046 al 1056. Centosessant'anni dopo troviamo un altro Enrico III, re di Inghilterra dal 1216 al 1272. Ma dobbiamo aspettare altri duecento anni per arrivare a quello giusto: Enrico III re di Francia dal 1574 al 1589, al quale il nostro Enrico ha deciso di ispirarsi. Figlio di Caterina de’ Medici, cui si deve la nascita della cucina “alla francese” peraltro importata dall’Italia, fu anche duca d’Orleans e re di Polonia.

Dopo questo excursus storico, necessario per capire la produzione di questo birrificio artigianale, vediamo adesso le birre. Ne sono prodotte attualmente di otto tipi, tutte ad alta fermentazione: Margot, birra chiara, dedicata alla sorella del re di Francia; Duca d’O, birra rossa, dedicata al solito re, che era anche duca d’Orleans; 365 anniversario, birra ambrata di frumento, dedicata al primo anniversario della nascita del birrificio; Louise, birra blanche di frumento, dedicata alla moglie del re; Mater, birra ambrata, dedicata alla mamma del re; Canderium, birra bruna, che richiama il nome latino del paese di Candelo dove è nato il birrificio; Les amis de la biere, birra dorata, che nasce dalla collaborazione con “La bottega dei mestieri” di Biella, laboratori occupazionali rivolti a persone con disabilità; King Henry III, birra scura in stile imperial stout coffee, prima classificata e medaglia d’oro quale birra dell’anno 2018.

La produzione annua complessiva è di 800 ettolitri, tra quella in fusti e quella in bottiglia: il 90% è venduta all’ingrosso (bar, ristoranti, pizzerie, birrerie, negozi) e il 10% a privati, prevalentemente nelle aree biellese, novarese, eporediese e vercellese.

Anche la storia personale del nostro Enrico è però interessante e merita di essere raccontata: oggi ha 52 anni, è sposato con Lella, socia con lui ed altri quattro amici nel birrificio;  a vent'anni  è disegnatore di macchine tessili; cambia mestiere in fretta e nei successivi 17 anni fa l’animatore in case di riposo per anziani; intanto diventa sommelier e per due anni gestisce, al Ricetto di Candelo, l’Enoteca Regionale della Serra.
Nel 2007 parte il progetto del birrificio la cui attività viene avviata nel 2009 a Candelo, per poi essere trasferita nel 2016 nell’attuale sede di Pralungo. Una delle caratteristiche di Enrico è quella di cercare la collaborazione con altri produttori locali e di utilizzare quindi prodotti del territorio: nascono così le birre con il frumento di Sandigliano dell’azienda Vallini o con il mosto di Erbaluce dell’azienda Pozzo di Viverone, il salame alla birra con l’azienda agricola La Bruera di Castellengo di Cossato, il formaggio Margot con il caseificio Rosso di Pollone, a breve i grissini alla birra con un panificio biellese, mentre sta per nascere una birra senza glutine in stile Kolsch (birra di Colonia). Dalla collaborazione con L’ape speziale, officina artigianale di saponi naturali, nasce anche un sapone per capelli alla birra.

Questa rete territoriale di interscambio, oltre ad essere un significativo indicatore di apertura mentale, si affaccia anche su scenari interessanti di sviluppo. Tempo fa durante alcune serate di degustazioni alcuni presenti si erano domandati: chissà cosa ci riserva in futuro il mastro birraio dal “sangue blu”!? La risposta è arrivata sabato 26 maggio con l’inaugurazione presso i locali del nuovo stabilimento di una Tap Room con spaccio dove si possono assaggiare e acquistare, oltre alle birre, i formaggi del caseificio Rosso e i salumi dell’azienda agricola La Bruera. Molte delle aziende citate sono sulla guida ilGolosario, alcuni dei titolari sono soci del Club di Papillon. Evviva!

Birrificio Un Terzo  
via Matteotti, 19
Pralungo (BI)
tel. +39 333 2218946
info@birrificiounterzo.it