Esce in questi giorni a firma di Giuseppe Vaccarini per i tipi di Hoepli un manuale che può accompagnare esperti e appassionati a scoprire l’affascinante mondo di “chiare, ambrate e scure”!

Hai mai provato con la birra? Di abbinamento cibo-vino si parla da anni. È tutto un mondo da esplorare invece quello dell’abbinamento cibo & birra. È vero o non è vero che per i più l’unico binomio possibile quando si pensa a chiare ambrate e scure è ancora solo quello pizza e birra? Non è così!

Detto che a ben guardare di tutto il pianeta birra a oggi non si sa granché. A colmare questa lacuna, provvede un libro in uscita in questi giorni: Il manuale della Birra (Hoepli, 27 euro). A firmarlo, il Pelè della sommellerie, Giuseppe Vaccarini, già “Miglior sommelier del mondo” nel 1978, Laurea Honoris Causa in Gastronomia all’Università di Lugano nel 2002, presidente di A.S.I. dal 1996 al 2004 e ora presidente A.S.P.I. (Associazione della Sommellerie Professionale Italiana). Soprattutto, nominato “Primo sommelier della Birra” dalla Commanderie des Cordons Bleus de France nel 1983.

«Questo manuale – ha detto Vaccarini, presentando il libro – è stato articolato in capitoli per evidenziare la precisione con la quale la birra viene prodotta e con la quale il sommelier, così come l'amatore di birra, devono saper comportarsi in ogni situazione gastronomica. Percepita come bevanda amara, per lungo tempo la birra è stata associata alla figura maschile, ma in tempi più recenti, la birra convince anche un pubblico femminile, sensibile ai profumi dei fiori del luppolo e ai gusti delicati. Inoltre, il consumatore di birra non è più legato, come nel passato, a una sola marca in quanto molto sollecitato dalla pubblicità, ma anche da un crescente interesse gastronomico, passando da una marca all'altra con estrema facilità. Tendenza che il sommelier non deve assolutamente sottovalutare.
Di fronte a queste nuove esigenze sensoriali, si stanno profilando due grandi famiglie di birre, quelle leggere, dissetanti, che contengono poco alcol e hanno una delicata struttura, e quelle con più struttura, che sviluppano più aromi e un maggiore equilibrio gustativo, principalmente adatte per celebrare una emozionante esperienza gastronomica. Si va, senza ombra di dubbio, verso un prodotto da degustazione che necessita di un ulteriore affinamento del processo di fabbricazione».

Utile a sommelier professionisti, come a consumatori che vogliano aumentare il loro bagaglio culturale, Il manuale della Birra, dopo i capitoli dedicati a Storia, Produzione, Servizio, Degustazione chiude con una sezione a nostro avviso di grande interesse. Quella dedicata all’Abbinamento, con la presentazione delle schede delle birre considerate più interessanti di tutto il pianeta. Se tutto il libro si “beve” d’un fiato, questa sezione è davvero tutta da gustare! Perché se qualcuno di voi potrebbe aver già intuito che come suggerisce Vaccarini, con la cucina piccante, e intendiamo penne all’arrabbiata o zuppa di pesce, le birre possano essere compagne felici dei piatti. C’è forse chi ha mai pensato di servire un dolce con una birra? È un azzardo? Niente affatto. Daniel Canzian, chef patron del radiosissimo ristorante Daniel in Milano, ha accettato la sfida lanciata da Giuseppe Vaccarini. Come piatto ha preparato una Charlotte Maria Luisa (stragoloso dessert, la cui ricetta è del 1939, a base di pan di Spagna nocciole gianduia e cioccolato). Nel bicchiere, invece del vino che tutti si aspettavano, non ha fatto servire un passito, bensì una birra. Risultato? La perfezione!