A Bereguardo, nuova proprietà, ambiente rinnovato e accogliente, servizio cordiale, e la golosa cucina di Mattia Abussi, un giovane chef di cui si sentirà parlare

Una scoperta entusiasmante. È uno di quei locali che ci spingono a proseguire nella nostra infaticabile ricerca, quello che condividiamo con voi oggi. È uno di quegli indirizzi che ci fanno sorridere di chi, ahinoi, ormai, da anni, frequenta sempre e solo i soliti noti, accontentandosi di “servire” ai propri lettori “minestra riscaldata”.

Il “tesoro”, che per fortuna da oggi non sarà più sconosciuto, è l’Osteria Zelata (piazza della Chiesa, 13 – tel. 0382928819) di Bereguardo (Pv). Sorta sulle ceneri di quel ristorante che i gourmet di lungo corso, ricorderanno, anni fa, qui aveva questa stessa insegna, e poi aveva concluso la sua avventura, la Zelata è ora realtà che nulla ha a che vedere con il locale di allora. Nuova la proprietà. Completamente rinnovato l’ambiente. Altri i volti protagonisti del nuovo corso.

E allora quando verrete qui, a pochi minuti dal casello dell'autostrada Milano-Genova e da quella Trivolzio che si accinge a vivere un anno di celebrazioni in onore di San Riccardo Pampuri, a mettervi di buon umore sarà già la graziosa casetta rosa in cui è ospitata l’osteria, che vi aspetta proprio di fronte alla chiesa, in frazione Zelata. A dirvi che starete bene sarà poi il sorriso con cui sarete accolti da Patrizia Scotti e Stefania Carrasso, le titolari che, appassionate e cordiali, vi affideranno alle mani esperte e sapienti di Alessia Buratti, anima entusiasta e coinvolgente della sala.

L’ambiente è molto piacevole, con pareti e tovaglie bianche a dare luce, e il legno di travi e tavoli a fare contrasto e creare atmosfera. La sorpresa più grande, tuttavia, arriverà con la cucina. A firmarla è Mattia Abussi, giovane, talentuoso chef che, dopo una gavetta utile e di spessore, oggi si muove da leader ai fornelli, dimostrando idee chiare, padronanza tecnica e mano davvero sapiente. Dimostrando una maturità fuori dal comune, a differenza di molti suoi coetanei, non lavora ispirato dalle mode, ma, coraggioso e capace, propone piatti che sorprendono per come riescono ad essere sintesi felice di passato e presente.
Il menu è studiato considerando la stagionalità degli ingredienti e realizzato utilizzando materie prime di assoluta qualità.

Muovendovi tra tradizione e creatività sarete felici con la golosa interpretazione della insalata di nervetti (con nervetti, cipolla rossa, fagioli Borlotti, sedano e carota), quindi con uno dei risotti, che Abussi realizza in modo esemplare, trasformando il sommo Carnaroli Riserva San Massimo nell’elegante risotto ai funghi porcini o nel succulento risotto alla milanese (che potrete avere anche con l’ossobuco di vitello o al salto), o con i ravioli (ripieni di gallina) al ragù di erbette.
Di secondo? Gola in festa con costoletta alla milanese (come tradizione vuole, proposta con l’osso) con patate o spezzatino di manzo con verzini.
“Pastello di cioccolato ripieno di mousse di marroni mascarpone e scorza di limone” la bomba di benessere e felicità con cui chiuderete una sosta che non vedrete l’ora di ripetere! Che bella sosta! Saranno famosi!