Presentate ieri due nuove birre Baladin: la Pop in lattina da 33 cl, la Metodo Classico in bottiglia da 75 cl

La prima neve dell'inverno ha spolverato case, alberi e persone, ma da queste parti non ci fanno troppo caso. Bossea, frazione di Frabosa Soprana, provincia di Cuneo. Il torrente Corsaglia che solca la valle scivola via, segnando il confine tra cultura piemontese e provenzale.

Le grotte di Bossea - che hanno dato il via alla speleologia turistica in Italia, essendo le prime aperte al pubblico (2 agosto 1874) su suolo italiano, seconde in Europa - dormicchiano alla temperatura costante di 9 gradi centigradi. Sono state scavate dalla forza delle acque sotterranee, in un gioco continuo di tensioni ed equilibri con i movimenti della terra.

È in questo complesso fantastico ed evocativo che Teo Musso ha scelto di presentare la nuova birra Baladin “Metodo Classico”. Nata come idea nel 2008, cominciata a produrre nel febbraio 2014 e imbottigliata il 5 di marzo dello stesso anno. Le 11.680 bottiglie del primo lotto hanno riposato sui lieviti per 18 mesi in birrificio. I periodici remuage e la sboccatura finale (pas dosè, senza aggiunta di liquer d'expedition) hanno completato il processo, come un vero metodo classico.

Il risultato è una birra decisamente complessa, dal grado alcolico importante (10%) e dalla forte speziatura (fiori di angelica, camomilla, radice di genziana, sandalo), che mette in evidenza, fin dal naso, aromi maltati, poi lieviti (utilizzato quello di Elixir) e agrumi canditi. In bocca si allarga, la spuma è vivace e lascia spazio a note tanniche (per il passaggio in legno) e finemente boisé, per chiudersi con una leggera brezza amaricante. “Una birra da perdersi dentro, di cui sono molto orgoglioso” dice Teo. Ha ragione, anche se forse c'è qualche dolcezza di troppo, che affatica il palato. Ma da provare con crostacei e pesce crudo, e da godersi in pace col mondo.

Ma come le grotte di Bossea sono lo scontro–incontro di due forze (terra e acqua), anche Teo Musso lavora in equilibrio tra gli estremi, in un cortocircuito di ossimori provocanti, tra chic (una bottiglia di Baladin Metodo Classico da 0.75 costa 25 euro) e pop. E allora, nella stessa giornata, ecco la Baladin Pop, proposta in lattina da 33 cl, dalla grafica (sono sei le versioni ideate, invito alla collezione) in bilico tra pop art e cultura musicale anni '60-'70 (ricordate certe copertine di Jimi Hendrix?).

"La lattina è un sassolino che volevo togliermi da tempo per sdoganare il concetto di birra di qualità a prescindere dal recipiente"

Spiega Teo Musso. È una birra fresca e beverina, dai profumi agrumati e delicatamente erbacei dettati da un dry hopping (i luppoli utilizzati sono di qualità Mosaic e Cascade) non troppo invasivo. Il finale è secco, le note amare contenute. Da bersi nel teku - il calice per degustare la birra - ma anche, direttamente, dalla lattina. Semplice, non banale. Una lattina costa 2,80 euro e, c'è da scommetterci, spopolerà. Da leggere su La Stampa di oggi, anche l’articolo che gli ha dedicato Paolo Massobrio.