A Bologna, all’Antica Trattoria del Reno, dove i tortellini sposano la frutta (e il caviale di Lambrusco)

Capita di scovare, talvolta, nei posti più insoliti alcune belle sorprese. Così è successo per l'Antica Trattoria del Reno di Bologna, quasi nascosta tra le cave e l’aeroporto. Siamo in una zona lontana dalle vie turistiche della città, però strategica per la sua vicinanza alla scalo aeroportuale e all’autostrada (via del traghetto 5/3 - tel. 0514129341).

Già aprendo le porte ci si trova di fronte una sorpresa: un locale intimo, con i pavimenti in legno, i tavoli rotondi e un arredamento ricercato, con pezzi d’arte moderna e antiquariato.  

Lo chef e titolare si chiama Vincenzo Vottero ed è un personaggio, sanguigno sia nel carattere sia nella proposta di cucina. Da qui i gusti decisi, i contrasti, le grandi acidità, le affumicature. Non si cerca la rotondità, ma si amano le asprezze: il tutto però su una base di materie prime davvero ricercate.

Nei nostri assaggi ci sono stati, agli antipasti, il falso farro (che fa il paio con il “Non risotto”), quindi un farro che sembra mantecato (ma non è), poi ai primi speciali (e hanno anche vinto la sfida dei tortellini a palazzo Re Enzo nella categoria dei creativi) Tortellini con burro Occelli, caviale di Lambrusco, tartufo nero estivo e brodo ristretto di faraona e fieno oppure, in autunno, i tortellini Parmigiano Reggiano, bacche rosse e fiori di zucca. Ai secondi roast beef di cervo, purè di zucchina e mentuccia, salsa di sedano, succo di rucola e funghi porcini o il Crudo di tonno con angostura, orange, pesce affumicato e zuppa di lattughe e basilico che in autunno diventa Cubo caldo e fumé di tonno crudo con carciofi affumicati.  
In conclusione la teoria di ghiacciate diverse: anguria, cioccolato e mirtilli secchi, salsa di arancia e di zenzero con cioccolato caldo alla cannella.
La cantina già ben fornita risulta in costante crescita.  
Un indirizzo da tenere a mente, per una cucina creativa a prezzi commisurati a quanto proposto.