L'insorgenza del morbo sarebbe da collegare al metabolismo degli zuccheri

Secondo recendi studi pubblicati su Diabetology, insorgenza del morbo di Alzheimer e metabolismi degli zuccheri sarebbero in forte correlazione al punto che oggi Repubblica titola “Diabete di tipo 3”.

La correlazione, spiega su Repubblica il professor Rossini, direttore dell’Istiituto di Neurologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, è già nota da anni ma manca una psiegazione del rapporto causa effetto, quindi l’eccesso di zuccheri nel sangue al momento può essere considerato solo un fattore predisponente (di questa come di altre malattie).

Tuttavia proprio dagli studi correlati su Diabete e Alzheimer, spiega il professore, possono venire le più importanti scoperte soprattutto per capire cosa, a un certo punto della vita (la neurodegenerazione inizia infatti anche decenni prima della demenza) fa scattare la malattia. Sempre sulle pagine di Repubblica c’è uno schema sugli alimenti protettivi che contempla acqua e tisane al vertice (anche due litri al giorno) ma anche olio extravergine di oliva, pesce (almeno una volta la settimana), mirtilli e altri frutti di bosco (due volte la settimana), fagioli (almeno tre volte la settimana), farine integrali (tre volte la settimana), frutta secca (cinque volte la settimana) e naturalmente frutta e verdura fresche (tutti i giorni)