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La Valtellina vista dal Poggio

Paolo Massobrio | 22-03-2019

Piatti della tradizione locale come chiscioi e tzigeüner con una buona offerta di vini a bicchiere da gustare dalla terrazza che guarda la valle

Siete a Poggiridenti (So), che già nel nome evoca panorami bellissimi. E difatti, immerso nei vigneti, dall’alto di queste montagne vedi uno squarcio ampio di Valtellina, con Sondrio proprio di sotto. L’Hotel Retici Balzi, decisamente il più bello di tutta la Valtellina, è sopra, mentre subito sotto c’è la costruzione in pietra de Il Poggio (Via Panoramica, 4 - tel. 0342 380800), questo ristorante in continua crescita.

Ci sono tre sale di cui due ampie e sempre piene di gente e una saletta più riservata. Ma gettonatissima è la terrazza aperta che dà sulla valle. I signori Gianola sono ristoratori da una vita e la signora si diletta a preparare lo tzigeüner alla brace nella sala sulla sinistra.

Vi sorprenderà la carta dei vini e anche la buona offerta dei vini a bicchiere, che qui vengono proposti grazie al servizio dei dispenser di Wineemotion, che stanno prendendo piede, fortunatamente. È così che mi sono gustato un sontuoso Sforzato di Mamete Prevostini che ha chiuso un pranzo decisamente soddisfacente.

La pagina del menu si apre con sette piatti della tradizione, fra cui i chiscioi con il cicorino. Per me, la trota della Valmasino marinata agli agrumi con yogurt e come di rapa e un’ottima suprema di galletto allevato a mais in tempura alla birra con chips di patate e maionese al lime. Il cuoco che guida la brigata è il giovane Mauro (molto bravo).
I primi mi hanno molto colpito, a cominciare dai tagliolini ubriachi al Grumello, salsiccia nostrana, cavolo romanesco e pomodorini confit e poi dei maestosi gnocchetti di patate di montagna con carciofi, pecorino di Pienza e salsa alla carbonara. C’erano anche i ravioli ripieni di salmone scozzese, verza brasata e pepe rosa.
Ai secondi merita il petto d’anatra all’arancia con crema di patate e finocchio dorato, un po’ sottotono i cubi di pesce spada con carciofi e salsa alla puttanesca. Interessante dev’essere stato il mosaico di bollito misto, salsa verde e patate.
Chiudiamo con un ghiotto semifreddo al Braulio Riserva, sapendo che c’era anche una verticale di 5 annate di Storico ribelle.

Davvero bravi: ci torniamo in estate?

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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