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La Preséf, la tavola a filiera corta con cucina d’autore

Marco Gatti | 03-09-2019

A Mantello, il sogno realizzato di Plinio Vanini che, negli spazi de La Fiorida, ha voluto anche un ristorante ricco di charme dove territorio e tradizione sono celebrati da piatti di rara genialità     

«C’era una volta un bambino che amava gli animali, la campagna…».
Si apriva così il nostro racconto degli esordi dell’avventura di Plinio Vanini e della sua straordinaria La Fiorida (via Lungo Adda, 12 – tel. 0342680846) a Mantello (So). Era un “attacco” che voleva rendere l’idea della vita da “film” di un personaggio che, dopo aver fatto successo come imprenditore in settori diversi da ristorazione e agricoltura, ha creato una sorta di paradiso dove nel segno del rispetto dell’ambiente, convivono allevamento di bestiame, gusto, orto, azienda agricola con vacche da latte, maiali, capre, stalla, spazio di produzione di eccellenze agroalimentari, macello, caseificio, spaccio vendita e zona dedicata all’ospitalità con camere calde e accoglienti arredate in legno di larice, spazi wellness in Farm & Beauty Spa per il benessere del corpo e della mente, area business con sale dedicate a gruppi e convention.

Il cuore di questa realtà fiabesca è La Preséf (la mangiatoia), ristorante di charme di bellezza rara, dove si pranza o si cena in due salette romantiche, in un atmosfera che restituisce, grazie agli arredi in legno di pino cembro, al fieno e agli oggetti della memoria appesi alle pareti, il calore di una vecchia “stüa” valtellinese.

Se l’ambiente è di grande eleganza, ai tavoli (dalla mise en place impeccabile), a lasciarvi a bocca aperta, sarà la professionalità dei due staff che si occuperanno di voi, con la sala che vede il servizio diretto da un vero fuoriclasse, Claudio Baggini, sommelier di razza e delegato Aspi della provincia dallo stile e dalla competenza unici, e la cucina, che, sotto la direzione del grande chef Gianni Tarabini, si esprime in modo mirabile, grazie a valore e mani sapienti del sous chef Michele Pedrazzini, e dei giovani e talentuosi Francesco Rapetti e di Ilaria Redaelli che li affiancano.

Da un menu che, a partire da materie prime di assoluto valore, celebra con creatività e tecnica il territorio, con i vini della ricca cantina che, privilegia, come è giusto, le eccellenze valtellinesi, spaziando puoi in tutta Italia e spingendosi anche fuori dai confini nazionali, per voi, sarà un’esperienza memorabile con Trippa e lumache (trippa lumache fagioli sedano e pomodoro) o con la battuta di manzo, che vi verrà servita con topinambur fondente, uova di trota e maionese al pino mugo.

Tra i primi, imperdibile il risotto con riduzione di lampone e polvere di caffè. In alternativa, Raviolo (con anatra e infuso al Bitto Dop Alpe Olano).

Tra i secondi, Vitello (con filetto fegato e tartufo) o Casello 084, proposta che valorizza differenti stagionature di Valtellina Casera Dop.

La conclusione sarà memorabile, con una dolce creazione che potrà avere il gusto della panna cotta al fieno o di cioccolato barbabietola nocciola, e con il gran finale caratterizzato dall’uscita del carrello colmo di decine di ghiottonerie da leccarsi i baffi.

Avevamo previsto un grande futuro per questo ristorante. Oggi, quella previsione è realizzata, e su questo ristorante brilla una nostra scintillante e strameritata Corona!  

Il Gatti Massobrio

DI PAOLO MASSOBRIO

Il Taccuino dei Ristoranti d'Italia 2018

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