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Il lato goloso di Roma in un tris di osterie

Federica Borasio | 10-12-2018

Un itinerario tra le soste che svelano il mood godereccio della Capitale.

Roma degli imperatori, degli artisti e dei grandi scrittori. Roma dei cineasti, degli stornelli ma anche dei gourmet più golosi. Quante facce può avere Roma solo un romano (forse) lo sa, ma tra i suoi mille volti è uno, quello godereccio, il mantra che mette sempre tutti d’accordo. 

Frutto di secoli di contaminazioni, la cucina romana è un fiore all’occhiello della gastronomia italica, fondata su ingredienti di origine contadina da cui nascono ricette che spesso si tramandano per generazioni. Basti pensare ai fritti in pastella o ai primi piatti; dagli spaghetti alla carbonara ai bucatini all’amatriciana. Ma anche all’abbacchio, alla trippa, ai saltimbocca e ai carciofi, grandi protagonisti delle tavole nell’autunno capitolino. 

Perdersi tra i vicoli di Roma è quasi un imperativo perché è lì, negli angoli più nascosti e remoti che si nascondono le trattorie dei sogni. Quelle in cui ci si può sedere accolti dal sorriso sornione di un oste ante litteram e sperimentare i migliori piatti della tradizione.

E’ il caso di questo tris di osterie, preziosi indirizzi che abbiamo scoperto nel nostro itinerario tra alcune delle soste più golose della Capitale. 

 

LA FIASCHETTA

Piazza Navona/Campo dei Fiori • via dei Cappellari, 64  

tel. 06 68210599 

Nel cuore di Roma, quasi affacciata su Campo dei Fiori ma lontana dal via vai più turistico dell’areale, una trattoria autentica dall’atmosfera rilassante che propone i piatti della cucina capitolina in modo schietto e famigliare. Godetevi la bruschetta al lardo, l’antipasto misto di salumi e formaggi o un buon carciofo alla romana, poi passate alle portate principali, tra cui spiccano i tonnarelli all’uovo cacio e pepe, i saltimbocca e le polpette in salsa di pomodoro e basilico. La carta dei vini è ampia e concepita per celebrare anche le produzioni locali. La Fiaschetta (ingresso nella foto di copertina ndr) è una chicca vera; una tappa memorabile per l’atmosfera, romantica e informale, ma anche per il rapporto qualità prezzo, difficile da superare. 

 

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DITTA TRINCHETTI

Trastevere  • via della Lungaretta, 76

tel. 06 58331189

www.dittatrinchetti.com - info@dittatrinchetti.it

Siamo in uno dei quartieri più autentici di Roma; quello “caciarone” e pulsante che ancora oggi si racconta svelando un fascino d’antan rimasto intatto nonostante il passare del tempo. Concedersi una passeggiata a Trastevere, tra i viottoli stretti e le brulicanti botteghe, è un’esperienza che restituisce alla metropoli una dimensione più quotidiana e famigliare. A pochi passi da viale di Travstevere, lungo la via che conduce alla basilica di Santa Maria, trovate Ditta Trinchetti, un’osteria moderna che in un ambiente giovane, luminoso e informale interpreta la cucina romana in modo creativo e stagionale con una buona ricerca sulla materia prima. Lasciatevi ingolosire dal crostino con fiori di zucca e alici o dalla burrata con le puntarelle e proseguite con la carbonara classica o il baccalà con zucca e carciofi. Completano l’offerta il conto onesto e una buona scelta di vini serviti anche al bicchiere. Una sosta consigliatissima.

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OSTERIA DEGLI AMICI

Testaccio • via Nicola Zabaglia, 25 

tel. 065781466

www.osteriadegliamiciroma.it - info@osteriadegliamiciroma.it

Testaccio è una delle aree più multiformi di Roma. Un museo a cielo aperto che tra resti romani,  palazzi fascisti e testimonianze di archeologia industriale, di giorno è un tranquillo quartiere residenziale, di sera il punto di riferimento per la vita notturna; un incubatore di locali, ritrovi e discoteche, ma anche luogo d’elezione di alcune delle più interessanti osterie della capitale. Tra queste - nomen omen - l’Osteria degli Amici. Nata circa dieci anni fa dall’idea di una coppia di amici, riflette il suo spirito sodale nell’ambiente dall’atmosfera vintage e nella cucina tradizionale, con ingredienti selezionati al mercato rionale e rielaborati in chiave semplice e originale. Provate lo sformato di zucca e guanciale, il carpaccio di spigola al pepe rosa o la julienne di calamaro con carciofi su crostone di pane. Quindi i mezzi rigatoni alla carbonara, la pasta e fagioli, il filetto di rombo al forno con le patate o la tagliata di tonno ai tre pepi. Un omaggio alla “romanità” che si traduce anche nella selezione dei vini che premia le etichette della zona (qui abbiamo trovato il Bellone, un vino antico e da poco ritrovato ottenuto vitigni autoctoni laziali). Una sosta che lascia la voglia di ritornare.  

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