Cerca tra 2564 ristoranti, 3165 cantine, 4378 negozi e molto altro

CERCA
RICERCA AVANZATA
RESET
Chiudi Menu

Flea, birra artigianale dal Medioevo

Alistra Silva | 10-06-2019

Pura e cruda: è la birra prodotta a Gualdo Tadino da Cristina e Matteo Minelli

Prima di parlarvi della Birra Flea (Via Fratelli Cairoli snc - tel. 075 910 8159) di Gualdo Tadino (PG), vogliamo raccontarvi una storia.

Dobbiamo tornare indietro nel tempo, al 1242, quando l'imperatore Federico II passò proprio dalle parti di Rocca Flea (da cui il birrificio prende il nome, a sottolineare il profondo legame con il territorio) ovvero la parte più alta di Gualdo Tadino e, trovando il centro abitato distrutto da un incendio, decise di dare un aiuto alla popolazione costruendo una cinta muraria, restaurando la Rocca e seminando cereali nei terreni circostanti per assicurare un futuro prospero.
Proprio dall'orzo nato da quei semi gettati secoli fa dall'imperatore e dall'acqua purissima che sgorga dalle montagne dell'Appennino trae origine la birra Flea.

Se possiamo collegare la nascita della produzione brassicola gualdese a questa vicenda fiabesca, va sottolineata la passione per quest'arte di Matteo Minelli e della moglie Maria Cristina, che sono stati i veri artefici del birrificio nel 2013. Partendo dall'idea di volere impiegare solo materie prime per lo più locali e naturali, realizzano birre non filtrate né pastorizzate, rifermentate in bottiglia, con l'orzo coltivato nei terreni intorno all'azienda e luppoli, zuccheri e lieviti acquistati presso fornitori di fiducia.

Possiamo inoltre considerare la birra Flea una birra "green" poiché nasce in uno stabilimento di ultima generazione, autonomo dal punto di vista energetico, in quanto tutta l'energia necessaria per il processo produttivo deriva dall'impianto fotovoltaico installato sull'edificio.

Il legame con il territorio non è dato solo dalla volontà di impiegare prodotti locali, ma è evidente anche dalla scelta dei nomi delle birre che si riallacciano alla storia medievale di Gualdo Tadino e dei suoi protagonisti. Ecco allora la Federico II (dal nome dell’imperatore), una Golden Ale con malto d'orzo al 100%, piuttosto amara e con retrogusto erbaceo; la Costanza (madre dell’imperatore), una Blonde Ale fresca e fruttata, dall’amaro ben bilanciato; la rossa doppio malto Bastola (la strega che distrusse la cittadina con un incendio nel 1237), dal gusto intenso e retrogusto di caramello e nocciola; la chiara Bianca Lancia (la moglie più amata dall’imperatore), dal gusto fresco leggermente acidulo; la Weiss Margherita (la figlia dell'imperatore), poco luppolata, dal retrogusto fresco e pulito e poi ancora l'Adelaide, la Violante, l'Anais, l'Isabella (birra gluten free) e la Federico II extra.

Per gli acquisti c'è lo shop on line sul sito birraflea.com

ilGolosario 2019

DI PAOLO MASSOBRIO

guida alle cose buone d'Italia

ilGolosario negozi

Scarica subito l'APP

TAGS
birra Umbria
CONDIVIDI
Facebook Twitter GooglePlus LinkedIn