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Mongioia, il gusto della sfida

Marco Gatti | 23-09-2018

Da Riccardo e Maria Bianco, Lamoscata, Moscato d’Asti in anfora, che è interpretazione del grande vino piemontese che esce dal coro

Sono stati accolti con entusiasmo i nuovi Top Hundred e i Fuori di Top (https://www.ilgolosario.it/assaggi-e-news/attualita/top-hundred-2018 ) che saranno sul palco a Golosaria (www.golosaria.it) a Milano e il nostro nuovo libro, Vino - Assaggi memorabili (https://www.ilgolosario.it/assaggi-e-news/attualita/vino-assaggi-memorabili) scritto per i tipi di Cairo e Comunica.

La gioia dei produttori che in questi giorni con orgoglio stanno mettendo in mostra il loro vino premiato con creatività sia sui social sia con iniziative, piuttosto che i messaggi di soddisfazione dei lettori che hanno già acquistato il libro, è per noi la gratificazione della fatica di un lavoro che da anni ci appassiona, con cui ci eravamo ripromessi, quando abbiamo iniziato, di fare conoscere il mondo del vino italiano vero, dando voce, oltre che a quei vignaioli conosciuti che la fama l'hanno conquistata con merito, alle decine – oggi sappiamo, centinaia – di cantine, di cui nessuno sapeva il valore, a causa di un mondo della comunicazione di settore, allora, e poi per anni, tristemente appiattita sempre e solo sui soliti noti.

In attesa di vivere insieme Golosaria, dove anche quest'anno sarà bello vedere sul palco "big" e volti nuovi, con un mondo del vino d'Italia che anche dall'estero, in questa sua narrazione vera, viene ammirato per il suo valore.
Il brindisi lo facciamo con una vera chicca, fiore all’occhiello della cantina Mongioia (www.mongioia.com) di Valdivilla (Cn). I titolari, Riccardo Bianco e la bella moglie Maria, sulla scia di papà Marco, amico e vignaiolo illuminato, ahinoi, volato troppo presto in cielo, hanno il gusto della sfida, e dopo aver vinto la battaglia per dimostrare che il Moscato d’Asti può non essere bevuto solo giovane, come consuetudine vuole, visto che nel tempo, lavorandolo bene, è in grado di offrire emozioni diverse e inaspettate. Clamoroso il loro Crivella, di millesimi anche lontani nel tempo. Hanno intrapreso un’altra strada mai battuta da altri, il primo Moscato d’Asti in anfora. Risultato? Le sfide vinte, ora, sono due! È un gran vino infatti Lamoscata. Dal colore giallo oro, ha naso elegantissimo con note agrumate di cedro, mandarino, bergamotto, cui seguono profumi di frutta esotica, e in particolare di ananas e frutto della passione, note mielate, mentre al palato è dolce e armonico, per nulla stucchevole, elegantissimo. Questa via al Moscato d’Asti è impegnativa, al produttore costa, ma per i winelovers, con Lamoscata, da Mongioia, gioia!

ilGolosario 2019

DI PAOLO MASSOBRIO

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