Le anagrafiche
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Victor Schwartz, professione importatore di vini a New York. È a lui che si deve la storica sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato illegittimi i dazi di Trump. A capo di una cinquantina di imprenditori, ha si è opposto alla misura, bloccando (almeno momentaneamente) il tycoon. Intervistato sul Corriere della Sera spiega: “I dazi non riguardano solo me ma ogni singola azienda in America, soprattutto le piccole imprese, sono una minaccia esistenziale”. Mentre si attende di vedere cosa accadrà con la Section 122, la nuova legge voluta da Trump, tirano un sospiro di sollievo le filiere del cibo e del vino che lamentano già danni stimati da Cia intorno ai 380 milioni di euro. Una situazione che si riflette anche sulla bilancia commerciale che dopo due anni torna in negativo: in pratica spendiamo più per comprare di quanto incassiamo esportando. Ne parla Andrea Zaghi su Avvenire sottolineando che al problema americano si somma il rallentamento del mercato giapponese (- 12%) e in generale dell’instabilità internazionale. @ Intanto si affaccia la crisi per il mondo del vino: in particolare il vino piemontese mostra un chiaroscuro. In Piemonte la produzione è calata del 9,5% con l’obiettivo di far calare la giacenza, operazione più difficoltosa per alcune denominazioni con un riflesso sui prezzi dei vini, in alcuni casi in discesa. Scendono i listini di Nebbiolo d’Alba e Barbera, salgono (di poco) per il Barolo che tuttavia non ha ancora recuperato i livelli del 2023. Sulla Stampa di oggi l’analisi del presidente del Consorzio Barbera d’Asti, Vitaliano Maccario e di Stefano Ricagno Presidente del Consorzio Asti Docg che punta il dito sulle giacenze aumentate nonostante il calo della produzione e parla apertamente di una crisi strutturale su cui è necessario intervenire con urgenza. Opinione differente rispetto ad Andrea Farinetti, di Fontanafredda, che contesta l’allarme e parla di un momento complicato che tocca tutti, ma a “Bordeaux stanno espiantando ed è crisi nera; lo Champagne registra numeri in calo”. (In pratica, si sta bene finché l’erba del vicino è sempre più secca…NDR). @ Chi invece sembra non stare per nulla male è il settore dei vini dealcolati. Sul Corriere della Sera di oggi il caso di Mack&Schule, Cantine Pizzolato e Ceviv che investono 8 milioni in nuovi impianti di produzione per essere pronti al cambiamento di abitudini già in atto.

Il Mercato Centrale di Milano chiude la maggior parte delle attività dopo un controllo dell’Ats che ha rilevato carenze igieniche e blatte. Di 27 esercizi controllati, solo 5 sono risultati conformi, 6 hanno ricevuto prescrizioni e 17 sono stati sospesi e quindi momentaneamente chiusi. Ad oggi non c’è ancora una data per la riapertura. Ne parlano Repubblica, Corriere e QN. @ Il pane scolpito della Sardegna verso l’Igp. Dopo oltre dieci anni di tentativi, sembra arrivato il momento per il Coccoi. (Libero) @ E anche se non scolpito, il pane non si butta mai via: lo sanno bene i ricercatori dell’Università di Pisa che hanno messo a punto un sistema per riutilizzarlo nella produzione di biocarburante. (Avvenire) @ Il Carnaroli compie 80 anni e per celebrare al meglio il suo compleanno la Strada del riso dei tre fiumi gli dedica una graphic novel destinata ai bambini delle primarie. @ Questa sera su Sky Crime andrà in onda "L’uomo che sapeva tutto", il documentario su Federico Umberto D’Amato potentissimo capo dell’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno e fondatore della guida ai ristoranti dell’Espresso.

in arrivo dalla UE nuove norme su contenitori e riuso che secondo la filiera degli imballaggi comporteranno costi enormi e soprattutto condizioni peggiorative per l’ambiente con un +64% di acqua usata per il lavaggio e un +91% di emissioni di CO2 rispetto al semplice riciclo.

È l’Osteria Italia a Erba (Co), osteria contemporanea dove Paolo Cavalleri e Riccardo Sironi in sala e Fabio Rigamonti ai fornelli presentano piatti come risotto alla zucca con pasta di luganega, caprino e limone candito, controfiletto di cervo al bbq e torta di rose. Il racconto di Marco Gatti sul Golosario.

Segnalazione aurea dalle recenti Anteprime toscane cioè il Chianti Classico 2023 firmato da Poggio Scalette di Greve in Chianti (Fi). Un Chianti da manuale al naso che in bocca trova la sua eccellenza fatta di equilibrio, anticipato da un ingresso morbido che poi si sviluppa in un tannino setoso, avvolgente.

Il 24 febbraio dalle 21 alle 23 da non perdere “𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐍𝐨𝐭𝐭𝐞”, 𝐚𝐥 𝐌𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫 𝐅𝐚𝐫𝐞 𝐈𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 di PlanetOne dove si discuterà di nuove tendenze in ambito food & beveraggi con Chiara Buzzi, Fabrizio Nonis, Ernesto Iaccarino, Domenico Sorrentino e Paolo Massorbio. Iscrizioni su https://www.planetone.it/master-fare-impresa/