Su La Stampa di oggi un vino memorabile di Orto di Venezia raccontato da Paolo Massobrio

Il vino si chiama “Orto” e nasce da uve malvasia istriana e vermentino, raccolte a quindici giorni l’una dall’altra, poi assemblate e fermentate in acciaio prima del riposo di 3 anni in bottiglia, secondo i dettami dei vini di Borgogna. Ha colore giallo oro brillante, profumi di frutta matura esotica, di banane. Il sorso è ampio, quasi dolce nel suo ingresso, e poi - dice Paolo Massobrio - colpisce per la sapidità. L'artefice è Michel Thoulouze, imprenditore francese che, dopo aver preso casa a S. Erasmo, isola della laguna veneziana, ha deciso di impiantare filari di malvasia istriana, vermentino e fiano, sui terreni sabbiosi e ricchi di minerali della laguna, preparati con precedenti colture di orzo, ravanello, avena e radice cinese. Uno dei migliori bianchi tra gli ultimi assaggi di Paolo Massobrio.